Esodo 13 – Istruzioni di Dio a Israele al Momento della Partenza
A. Istruzioni per una nuova nazione.
1. (1-2) I primogeniti appartengono a Dio.
L’Eterno parlò a Mosè, dicendo: «Consacrami ogni primogenito, quello che apre il grembo tra i figli d’Israele, tanto di uomini che di animali; esso mi appartiene».
a. Consacrami: I primogeniti dovevano essere appartati per Dio, fossero essi uomini o animali; i primogeniti appartenevano al Signore.
i. “Consacrare potrebbe significare ‘sacrificare’ o semplicemente ‘considerare come appartenente a Dio’. Nel Pentateuco si trovano entrambe le accezioni.” (Cole)
ii. “Non che gli altri fossero esenti, ma i primogeniti erano, come il giorno del sabato e le prime spighe di grano, un pegno della dedizione dell’intera nazione.” (Thomas)
b. Esso mi appartiene: Questo per tre motivi. Primo, perché Israele era il primogenito di Dio (Esodo 4:22) e consacrare i primogeniti rendeva onore a questo fatto. Secondo, perché si pensava che i primogeniti fossero i migliori e il meglio veniva sempre dato a Dio. Infine, per ricordare a tutte le generazioni che Dio aveva riscattato Israele, il Suo primogenito tratto dall’Egitto.
i. “Israele era stato salvato attraverso la distruzione dei primogeniti d’Egitto e ora doveva dedicare i propri primogeniti come costante ricordo della sua liberazione.” (Thomas)
2. (3-7) La festa degli azzimi.
Quindi Mosè disse al popolo: «Ricordatevi di questo giorno, nel quale siete usciti dall’Egitto, dalla casa di schiavitù; poiché l’Eterno vi ha fatto uscire da questo luogo con mano potente;non si mangerà pane lievitato. Voi uscite oggi, nel mese di Abib. Quando dunque l’Eterno ti avrà fatto entrare nel paese dei Cananei, degli Hittei, degli Amorei, degli Hivvei e dei Gebusei che ha giurato ai tuoi padri di darti, paese dove scorre latte e miele, osserverai questo rito in questo mese. Per sette giorni mangerai pane senza lievito; e il settimo giorno si farà una festa all’Eterno. Si mangerà pane senza lievito per sette giorni; e non si vedrà pane lievitato presso di te, né si vedrà lievito presso di te, entro tutti i tuoi confini».
a. Per sette giorni mangerete pane senza lievito: La purezza della festa degli azzimi seguiva la liberazione mediante il sangue della Pasqua ebraica. Questo illustra il principio secondo cui possiamo camminare in purezza davanti al Signore solo dopo la liberazione mediante il sangue della croce.
b. E il settimo giorno si farà una festa all’Eterno: Allo stesso tempo, i giorni degli azzimi non erano privi di gioia. Il periodo iniziava e terminava con un banchetto, una festa. Un cammino di purezza nel Signore è una vita piena di gioia.
3. (8-10) Ricorda di raccontare ai tuoi figli perché fai queste cose.
«In quel giorno tu spiegherai la cosa a tuo figlio, dicendo: “Si fa così, a motivo di quello che l’Eterno fece per me quando uscii dall’Egitto”. E sarà per te come un segno sulla tua mano e come un ricordo fra i tuoi occhi, affinché la legge dell’Eterno sia nella tua bocca; poiché l’Eterno ti ha fatto uscire dall’Egitto con mano potente. Osserva dunque questa prescrizione nel tempo stabilito, di anno in anno».
a. Sarà per te come un segno sulla tua mano e come un ricordo fra i tuoi occhi: Dio voleva che la liberazione dall’Egitto fosse sempre a portata di mano e sotto i loro occhi. Gli ebrei usarono questo passo (insieme a Deuteronomio 6:4-9 e Deuteronomio 11:13-21) per istituire la pratica di indossare filatteri – piccole scatole contenenti pergamene con le Scritture, tenute sulla fronte o sulla mano con cinghie di cuoio.
i. Più tardi, Gesù condannò l’abuso dei filatteri da parte dei farisei, i quali li indossavano e li ostentavano per dimostrare una presunta maggiore spiritualità (Matteo 23:5).
ii. Negli ultimi tempi ci sarà un’imitazione satanica di questa pratica, quando il numero dell’Anticristo sarà applicato sulla mano o sulla fronte di tutti coloro che lo prenderanno (Apocalisse 13:16).
b. Affinché la legge dell’Eterno sia nella tua bocca: Questo dimostra che Dio non ha comandato di legare alle mani e alla fronte delle vere e proprie scatole, perché ciò significherebbe che ci dovrebbe essere anche una scatola di filatteri da mettere in bocca.
i. “Il fatto stesso che un linguaggio del genere possa essere usato per la festa degli azzimi dimostra che si tratta di una pura metafora.”
4. (11-16) Come e perché offrire i primogeniti al Signore.
«Quando l’Eterno ti avrà fatto entrare nel paese dei Cananei, come giurò a te e ai tuoi padri, e te lo avrà dato, consacrerai all’Eterno tutti quelli che aprono il grembo e ogni primo parto del bestiame che ti appartiene: i maschi apparterranno all’Eterno. Ma riscatterai ogni primo parto dell’asino con un agnello; se però non lo vuoi riscattare, gli spezzerai il collo; così riscatterai ogni primogenito dell’uomo fra i tuoi figli. Quando in avvenire tuo figlio ti interrogherà, dicendo: “Che significa questo?”, gli risponderai: “L’Eterno ci fece uscire dall’Egitto, dalla casa di schiavitù, con mano potente; e avvenne che, quando il Faraone si ostinò a non lasciarci andare, l’Eterno uccise tutti i primogeniti nel paese d’Egitto, tanto i primogeniti degli uomini che i primogeniti degli animali. Per questo io sacrifico all’Eterno tutti i maschi che aprono il grembo, ma riscatto ogni primogenito dei miei figli”. Ciò sarà come un segno sulla tua mano e come un frontale fra i tuoi occhi, poiché l’Eterno ci ha fatto uscire dall’Egitto con mano potente».
a. Quando l’Eterno ti avrà fatto entrare nel paese dei Cananei: La legge di dedicare i primogeniti a Dio (Esodo 13:1-2) sarebbe entrata in vigore solo una volta giunti nella Terra Promessa. A quel punto, la necessità di ricordare l’opera di liberazione dall’Egitto sarebbe stata ancora maggiore.
b. Ma riscatterai ogni primo parto dell’asino con un agnello […] così riscatterai ogni primogenito dell’uomo fra i tuoi figli: Se il primogenito era inaccettabile per il sacrificio (se si trattava di un animale o di un essere umano impuro) veniva offerto un sostituto per riscattare il primogenito da Dio. Se il primogenito era un animale, il sostituto era un animale puro. Se il primogenito era un essere umano, il sostituto era il denaro.
i. “Consacrerai si può tradurre con ‘farai passare oltre’ (cioè attraverso il fuoco) e si può intendere come ‘offrirai come un intero olocausto’. Questa è l’espressione inquietante che viene usata in 2 Re 16:3 a proposito di Achaz che sacrifica il proprio figlio ‘a Molek’.” (Cole)
c. Sarà come un segno sulla tua mano e come un ricordo fra i tuoi occhi: La pratica di dedicare i primogeniti a Dio avrebbe ricordato, attraverso un rituale, la grande opera e la grande potenza di Dio verso Israele.
B. Il viaggio di Israele fuori dall’Egitto.
1. (17-18) Dio li conduce per una via non prevista, la via del deserto.
Quando il Faraone lasciò andare il popolo, DIO non lo condusse per la via del paese dei Filistei, benché fosse la più breve, poiché DIO disse: «Perché il popolo non si penta, quando vedrà la guerra, e non ritorni in Egitto». Ma DIO fece fare al popolo un giro, per la via del deserto, verso il Mar Rosso. E i figli d’Israele salirono armati dal paese d’Egitto.
a. DIO non lo condusse per la via del paese dei Filistei, benché fosse la più breve: La via costiera (la Via Maris, nota come “via del mare”) era la via più breve e più comune per andare dall’Egitto a Canaan. Ma era anche la strada dove si trovavano gli avamposti militari dell’Egitto. Dio sapeva che il popolo d’Israele non era ancora pronto ad affrontarlo (perché il popolo non si penta, quando vedrà la guerra, e non ritorni in Egitto), così lo guidò per un’altra strada.
i. Sarebbe stato facile per gli Israeliti pensare che la Via Maris fosse la strada da percorrere: aveva strade buone e facili, la distanza più breve, era una via commerciale e quindi si potevano comprare cibo e acqua. Ma i pericoli di quel percorso erano troppo grandi, anche se non riuscivano a vederli. Dio prevedeva i pericoli che loro non potevano vedere.
ii. Allo stesso modo, Dio non ci permetterà mai di affrontare più di quanto siamo in grado di sopportare; Egli sa cosa possiamo gestire (1 Corinzi 10:13). “Egli scelse con cura la loro via d’uscita dall’Egitto: non la più vicina, ma la più sicura. Non ci tenta al di sopra di quanto siamo in grado di fare, ma ordina la cosa in modo che i mali non siano pronti per noi finché noi non siamo pronti per loro.” (Trapp)
iii. “La nazione liberata e consacrata appare subito come sotto il governo e la guida diretti di Dio.” (Morgan)
b. Per la via del deserto, verso il Mar Rosso: Il Mar Rosso menzionato qui per la prima volta non è l’enorme distesa del Mar Rosso (larga circa 160 chilometri), ma il “dito” occidentale del mare che si estende fino alle zone di confine dell’Egitto – l’odierno Golfo di Suez.
2. (19) Compimento della promessa fatta a Giuseppe.
E Mosè prese con sé le ossa di Giuseppe, perché questi aveva espressamente fatto giurare i figli d’Israele, dicendo: «Certamente DIO vi visiterà; allora trasportate di qui le mie ossa con voi».
a. Mosè prese con sé le ossa di Giuseppe: Con un grande atto di fede, Giuseppe chiese che le sue ossa fossero portate via dall’Egitto (Genesi 50:25), perché sapeva che l’Egitto non era il loro luogo di riposo definitivo, ma che Dio aveva una Terra Promessa per loro.
b. Certamente DIO vi visiterà; allora trasportate di qui le mie ossa con voi: Genesi 50:25-26 dice espressamente che Giuseppe non fu mai sepolto. La sua bara rimase in superficie per circa quattrocento anni, finché non fu riportata a Canaan. Per tutti quegli anni fu una testimonianza silenziosa del fatto che Israele stava tornando nella Terra Promessa, proprio come Dio aveva giurato. Ora la promessa si stava realizzando.
3. (20-22) Israele guidato di giorno dalla nuvola e di notte dal fuoco.
Così essi partirono da Sukkoth e si accamparono a Etham, ai margini del deserto. E l’Eterno andava davanti a loro, di giorno in una colonna di nuvola per guidarli nella via, e di notte in una colonna di fuoco per far loro luce, affinché potessero camminare giorno e notte. La colonna di nuvola non si ritirava mai davanti al popolo di giorno, né la colonna di fuoco di notte.
a. L’Eterno andava davanti a loro: Dio mostrò la Sua presenza a Israele in modo evidente, dando loro una garanzia costante, con una colonna di nuvola di giorno e una colonna di fuoco di notte.
i. La colonna di nuvola di giorno e di fuoco di notte fungeva anche da sole e da scudo:Egli distese una nuvola per coprirli e accese un fuoco per illuminarli di notte (Salmi 105:39); o come dice in Salmi 84:11: Perché l’Eterno DIO è sole e scudo; l’Eterno darà grazia e gloria; egli non rifiuterà alcun bene a quelli che camminano rettamente.
ii. “L’esatta posizione di Etham è sconosciuta.” (Kaiser)
b. Di giorno in una colonna di nuvola per guidarli nella via, e di notte in una colonna di fuoco per far loro luce: Secondo Cole, l’ebraico antico per colonna significa letteralmente “qualcosa che sta in piedi”. Probabilmente, si trattava effettivamente di una colonna, non di un semplice pilastro.
i. “Era la Shechinah o il luogo della dimora divina, la prova costante della presenza e della protezione di Dio.” (Clarke)
c. La colonna di nuvola non si ritirava mai davanti al popolo di giorno, né la colonna di fuoco di notte: Israele poteva trarre grande sicurezza da questa prova visibile della presenza di Dio. Ciononostante, ci furono ancora molte occasioni in cui sembrarono dubitare, ribellarsi e agire come se Dio fosse lontano.
©1996–presente Il Commentario Biblico Enduring Word di David Guzik
