Esodo 40 – Ultimazione del Tabernacolo
A. Dio dice a Mosè come assemblare il tutto.
1. (1-5) Disposizione degli arredi nel tabernacolo.
Poi l’Eterno parlò a Mosè, dicendo: «Il primo giorno del primo mese erigerai il tabernacolo, la tenda di convegno. Vi collocherai l’arca della testimonianza e nasconderai l’arca con il velo. Vi porterai dentro la tavola e disporrai le cose che vi devono andare sopra; vi porterai pure il candelabro e accenderai le sue lampade. Collocherai l’altare d’oro per l’incenso davanti all’arca della testimonianza, e metterai la cortina all’ingresso del tabernacolo».
a. Il primo giorno del primo mese: Da questo capiamo che era trascorso un anno dall’uscita di Israele dall’Egitto, un anno straordinario nella storia del popolo di Dio. Potevano contare le grandi opere di Dio e misurare la loro crescita spirituale.
i. È giusto valutare, con il passare del tempo, il nostro cammino con Dio. Alcuni credenti non crescono mai molto oltre la loro esperienza iniziale con il Signore. C’è chi è cristiano da dieci anni e ha solo la maturità di un cristiano di un anno: non fa altro che ripetere il primo anno più e più volte.
b. Vi collocherai l’arca della testimonianza: Il tabernacolo doveva essere costruito e assemblato secondo il modello.
2. (6-11) Disposizione degli arredi nel cortile.
«Metterai l’altare degli olocausti davanti all’ingresso del tabernacolo, della tenda di convegno. Collocherai la conca fra la tenda di convegno e l’altare e vi metterai dentro dell’acqua. Disporrai i tendaggi del cortile tutt’intorno e metterai la cortina all’ingresso del cortile. Poi prenderai l’olio dell’unzione e ungerai il tabernacolo e tutto quello che vi si trova, e lo consacrerai con tutti i suoi utensili; e sarà santo. Ungerai pure l’altare degli olocausti e tutti i suoi utensili; consacrerai così l’altare e l’altare sarà santissimo. Ungerai anche la conca con la sua base e la consacrerai».
3. (12-16) Unzione di Aaronne e dei suoi figli come sacerdoti.
«Poi farai avvicinare Aaronne e i suoi figli all’ingresso della tenda di convegno e li laverai con acqua. Rivestirai Aaronne delle vesti sacre, lo ungerai e lo consacrerai, perché mi serva come sacerdote. Farai pure avvicinare i suoi figli e li rivestirai di tuniche, e li ungerai come avrai unto il loro padre, perché mi servino come sacerdoti; la loro unzione conferirà loro un sacerdozio perpetuo, di generazione in generazione». Mosè fece così; fece esattamente secondo tutto ciò che l’Eterno gli aveva ordinato.
a. Mosè fece così; fece esattamente secondo tutto ciò che l’Eterno gli aveva ordinato: La descrizione completa della cerimonia di dedicazione per i sacerdoti si trova in Levitico 8-9.
B. Mosè supervisiona l’assemblaggio del tabernacolo.
1. (17-19) La tenda di convegno viene eretta montando le assi e coprendola con i teli.
Così il primo giorno del primo mese del secondo anno, il tabernacolo fu eretto. Mosè eresse il tabernacolo, pose le sue basi, collocò le sue assi, mise le sue traverse e rizzò le sue colonne. Sopra il tabernacolo distese la tenda e al di sopra di questa pose la copertura della tenda, come l’Eterno aveva ordinato a Mosè.
2. (20-21) L’arca del patto viene collocata nel luogo santissimo e il velo viene appeso.
Poi prese la testimonianza e la pose dentro l’arca, mise le stanghe agli anelli dell’arca, e collocò il propiziatorio sull’arca; portò l’arca nel tabernacolo, sospese il velo della cortina e nascose così l’arca della testimonianza, come l’Eterno aveva ordinato a Mosè.
3. (22-23) La tavola dei pani della presentazione viene posta nel luogo santo.
Pose pure la tavola nella tenda di convegno, dal lato nord del tabernacolo, al di fuori del velo. Vi dispose sopra in ordine il pane davanti all’Eterno, come l’Eterno aveva ordinato a Mosè.
4. (24-25) Il candelabro viene sistemato nel luogo santo.
Poi mise il candelabro nella tenda di convegno, di fronte alla tavola, dal lato sud del tabernacolo; e accese le lampade davanti all’Eterno, come l’Eterno aveva ordinato a Mosè.
5. (26-27) L’altare d’oro dell’incenso viene collocato nel luogo santo.
Poi mise l’altare d’oro nella tenda di convegno, davanti al velo, e su di esso bruciò l’incenso profumato, come l’Eterno aveva ordinato a Mosè.
6. (28) La cortina viene appesa all’ingresso del tabernacolo.
Mise pure la cortina all’ingresso del tabernacolo.
7. (29) L’altare di bronzo viene posizionato.
Poi collocò l’altare degli olocausti all’ingresso del tabernacolo, della tenda di convegno, e su di esso offrì l’olocausto e l’oblazione, come l’Eterno aveva ordinato a Mosè.
8. (30-32) La conca per il lavacro viene posta tra l’altare e la tenda.
Pose quindi la conca fra la tenda di convegno e l’altare e vi mise dentro dell’acqua per lavarsi. E con l’acqua di questa, Mosè, Aaronne e i suoi figli si lavarono le mani e i piedi; quando entravano nella tenda di convegno e quando si avvicinavano all’altare, si lavavano, come l’Eterno aveva ordinato a Mosè.
a. Quando entravano nella tenda di convegno e quando si avvicinavano all’altare, si lavavano: La conca serviva ai sacerdoti per questo: non potevano svolgere correttamente le loro funzioni senza una purificazione rituale, perché Dio voleva un servizio reso da mani e piedi puri.
b. Come l’Eterno aveva ordinato a Mosè: In questa sezione (Esodo 36-40), queste parole (anche in formulazioni simili) sono ripetute almeno 19 volte. L’obbedienza doveva essere completa e rigorosa – e così fu.
i. “Tutte le cose (non solo alcune) devono essere fatte secondo il modello divino (Ebrei 8:5).” (Thomas)
ii. “Ci ricorda che l’opera divina deve sempre essere compiuta secondo il modello divino e nel modo più rigoroso possibile. La verità è così evidente che sembrerebbe inutile sottolinearla. Tuttavia, l’uomo è perennemente tentato nella sua mente di migliorare il piano divino.” (Morgan)
9. (33) Sistemazione del cortile esterno.
Eresse pure il cortile attorno al tabernacolo e all’altare e mise la cortina all’ingresso del cortile. Così Mosè terminò il lavoro.
a. Così Mosè terminò il lavoro: Quando il tabernacolo fu finalmente assemblato, costituiva un modello terreno di una realtà celeste. Poiché Mosè fu istruito a costruire e disporre ogni cosa secondo un modello, non sorprende che si vedano elementi della disposizione del tabernacolo nelle descrizioni bibliche del cielo.
· In Apocalisse 4:1-6, l’arca del patto (che rappresenta il trono di Dio), il candelabro e la conca corrispondono tutti a una realtà celeste.
· In Apocalisse 8:2-4 si parla dell’altare dell’incenso in cielo.
· In Isaia 6:1-7 la struttura del tabernacolo è implicita nella menzione del tempio e viene descritto l’altare di bronzo.
· In Ebrei 9:23-24 si dice che a un certo punto (dopo la croce), Gesù entrò nella realtà celeste rappresentata sulla terra dal tabernacolo e comparve alla presenza di Dio per offrire una perfetta espiazione per i nostri peccati. Pertanto, ogni volta prima di questo evento, quando il sommo sacerdote presentava l’espiazione nel tabernacolo terreno, era una “recita” – e un’attesa – dell’espiazione perfetta che il Figlio di Dio avrebbe offerto.
C. La gloria di Dio e il tabernacolo.
1. (34-35) La gloria di Dio riempie il tabernacolo.
Allora la nuvola coprì la tenda di convegno e la gloria dell’Eterno riempì il tabernacolo. E Mosè non poté entrare nella tenda di convegno, perché la nuvola vi si era posata sopra e la gloria dell’Eterno riempiva il tabernacolo.
a. La nuvola coprì la tenda di convegno e la gloria dell’Eterno riempì il tabernacolo: Ovviamente, Dio era compiaciuto dell’obbedienza di Israele, non perché questo dimostrava la Sua superiorità su di loro, ma piuttosto perché dimostrava che davvero credevano in Lui e Lo amavano.
i. C’è una connessione reale e significativa tra l’obbedienza (continuamente ripetuta) di Mosè e di Israele (come l’Eterno aveva ordinato a Mosè) e questa straordinaria manifestazione di gloria. Non dobbiamo, però, pensare che Mosè e Israele si fossero guadagnati tale manifestazione grazie alla loro obbedienza; anzi, la loro obbedienza la accolse.
ii. Si tratta di un principio perenne. Non siamo noi a guadagnarci la salvezza e Dio non ci ama di più quando obbediamo. Tuttavia, è innegabile che, quando camminiamo nella luce e nella verità di Dio, ci sia benedizione. Proverbi 3:5-6 parla splendidamente di questo: Confida nell’Eterno con tutto il tuo cuore e non appoggiarti sul tuo intendimento; riconoscilo in tutte le tue vie, ed egli raddrizzerà i tuoi sentieri.
b. Mosè non poté entrare nella tenda di convegno, perché la nuvola vi si era posata sopra: Lo stesso accadde quando Salomone completò e dedicò il tempio: la gloria di Dio riempì a tal punto il tempio che nessuno poté rimanere al suo interno (1 Re 8:10-11).
i. Senza la gloria si trattava solo di una tenda appariscente. Lo stesso si può dire di una chiesa, di una casa o della tenda umana.
2. (36-38) La gloria di Dio rimane con Israele nella colonna di nuvola di giorno e nella colonna di fuoco di notte.
In tutti i loro spostamenti, quando la nuvola si alzava al di sopra del tabernacolo, i figli d’Israele partivano; ma se la nuvola non si alzava, non partivano fino al giorno che non si fosse alzata. Poiché la nuvola dell’Eterno stava sul tabernacolo durante il giorno, e di notte su di esso stava un fuoco, davanti agli occhi di tutta la casa d’Israele, durante tutti i loro spostamenti.
a. Quando la nuvola si alzava al di sopra del tabernacolo, i figli d’Israele partivano: Qui abbiamo la meravigliosa prova che Dio rispose alla preghiera di Mosè, che abbiamo visto in Esodo 33:14. La presenza di Dio era con Israele, nonostante la catastrofe del vitello d’oro.
i. “Il libro si chiude con il compimento della promessa di Esodo 29:45. YHWH vive in mezzo al Suo popolo: la teologia della presenza di Dio è diventata la realtà della Sua presenza.” (Cole)
b. Durante tutti i loro spostamenti: Il libro dell’Esodo si conclude con grande speranza e fiducia in Dio. Sebbene Israele si trovasse nel mezzo di un deserto desolato, avesse nemici feroci nella terra promessa, fosse debole e soggetto al peccato e alla ribellione, Dio era con loro. Questo dava loro un grande motivo di fede e di fiducia.
i. “Parlare di un viaggio significa aspettarsi un arrivo a destinazione: Colui che ha cominciato un’opera buona in voi, la porterà a compimento (Filippesi 1:6).” (Cole)
©1996–presente Il Commentario Biblico Enduring Word di David Guzik
