Esodo 31 – La Chiamata di Betsaleel e Oholiab
A. I talenti unici di Betsaleel e Oholiab.
1. (1-6) La chiamata di Betsaleel e Oholiab.
L’Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: «Vedi, io ho chiamato per nome Betsaleel, figlio di Uri, figlio di Hur, della tribù di Giuda; e l’ho riempito dello Spirito di DIO, di sapienza, di intelligenza, di conoscenza e di ogni abilità, per ideare disegni artistici, per lavorare l’oro, l’argento e il bronzo, per scolpire pietre da incastonare, per intagliare il legno e per eseguire ogni sorta di lavori. Ed ecco, gli ho dato per compagno Oholiab, figlio di Ahisamak, della tribù di Dan; e ho messo sapienza nella mente di tutti gli uomini abili, perché possano fare tutto ciò che ti ho ordinato».
a. Vedi, io ho chiamato per nome Betsaleel, figlio di Uri, figlio di Hur: Così come Dio scelse in modo specifico Mosè e Aaronne, così scelse in modo specifico questi artigiani per il Suo servizio.
b. L’ho riempito dello Spirito di DIO, di sapienza, di intelligenza, di conoscenza e di ogni abilità: Dio diede a Betsaleel la capacità soprannaturale di svolgere il lavoro di costruzione del Tabernacolo. Dio considerava quest’opera altrettanto spirituale e dipendente dalla potenza dello Spirito Santo quanto il lavoro svolto da Mosè e Aaronne.
i. Betsaleel non fu l’unico a ricevere da Dio tali facoltà: ho messo sapienza nella mente di tutti gli uomini abili. Dio voleva che il lavoro di ogni operaio fosse benedetto e guidato dallo Spirito Santo.
ii. In tutto ciò, furono riempiti di Spirito Santo non per lavorare per sé stessi, ma per il Signore: perché possano fare tutto ciò che ti ho ordinato. La capacità che Dio ci dà non deve essere usata per i nostri scopi egoistici. Qualunque cosa facciate, fatelo di buon animo, come per il Signore e non per gli uomini (Colossesi 3:23).
2. (7-11) Elenco degli oggetti da costruire per la realizzazione del tabernacolo e dei suoi arredi.
«La tenda di convegno, l’arca della testimonianza e il propiziatorio che vi sta sopra, e tutti gli arredi della tenda, la tavola e i suoi utensili, il candelabro d’oro puro e tutti i suoi utensili, l’altare dell’incenso, l’altare degli olocausti e tutti i suoi utensili, la conca e la sua base, le vesti finemente tessute, le vesti sacre per il sacerdote Aaronne e le vesti dei suoi figli per servire come sacerdoti, l’olio dell’unzione e l’incenso profumato per il luogo santo.Essi faranno secondo tutto ciò che ti ho ordinato».
a. La tenda di convegno, l’arca della testimonianza e il propiziatorio che vi sta sopra: Sembra che Dio dia l’elenco perché voleva che il lavoro fosse organizzato e attento a ogni dettaglio. Nulla doveva essere dimenticato o lasciato al caso.
b. Essi faranno secondo tutto ciò che ti ho ordinato: Questo ci ricorda che Dio voleva che il tabernacolo e i suoi arredi fossero costruiti secondo un modello specifico, che rispecchiasse volutamente una realtà celeste.
B. Il sabato.
1. (12-17) Il comando di osservare il sabato.
L’Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: «Parla anche ai figli d’Israele, dicendo: Badate bene di osservare i miei sabati, perché è un segno fra me e voi per tutte le vostre generazioni, affinché conosciate che io sono l’Eterno che vi santifica. Osserverete dunque il sabato, perché è per voi un giorno santo; chi lo profana sarà messo a morte; chiunque fa in esso qualche lavoro sarà sterminato dal mezzo del suo popolo. Si lavorerà sei giorni; ma il settimo giorno è sabato di riposo, sacro all’Eterno; chiunque farà qualche lavoro nel giorno di sabato sarà messo a morte. I figli d’Israele perciò osserveranno il sabato, celebrando il sabato di generazione in generazione, come un patto perpetuo. Esso è un segno perpetuo fra me e i figli d’Israele, poiché in sei giorni l’Eterno fece i cieli e la terra, e il settimo giorno si riposò e fu ristorato».
a. Badate bene di osservare i miei sabati: Questo comando è stato collocato in una posizione strategica, proprio alla fine di tutte le istruzioni per la costruzione del tabernacolo. Sebbene Dio avesse affidato a Israele la realizzazione della tenda di convegno, non voleva che lo facessero di sabato. Il riposo di Dio andava comunque rispettato.
b. Esso è un segno perpetuo fra me e i figli d’Israele: Anche se nel Nuovo Patto non siamo vincolati dal sabato (Romani 14:5; Colossesi 2:16-17), il principio rimane comunque importante. Il nostro riposo nell’opera completa di Gesù non deve mai essere offuscato dalla nostra opera per Dio. Quando gli operai di Dio sono esausti, è quasi sempre perché hanno permesso alla loro opera per Dio di diventare più importante della Sua opera per loro.
i. La differenza tra ciò che Gesù ha fatto per noi e ciò che noi facciamo per Lui è come la differenza tra il sole e la luna: il sole è immensamente più grande della luna. Eppure, se la luna si trova esattamente nel posto giusto (o sbagliato), è possibile che essa eclissi il sole. Alcuni cristiani vivono in un costante stato di eclissi totale, lasciando che ciò che fanno per Gesù sembri più importante di ciò che Gesù ha fatto per loro.
2. (18) Dio dà a Mosè le tavole di pietra, scritte con il Suo dito.
Quando l’Eterno ebbe finito di parlare con Mosè sul monte Sinai, gli diede le due tavole della testimonianza, tavole di pietra, scritte col dito di DIO.
a. Tavole di pietra, scritte col dito di DIO: Spesso diciamo che qualcosa può essere cambiato perché “non è scritto nella pietra”. Questi comandamenti furono scritti nella pietra.
b. Le due tavole della testimonianza: Queste tavole di pietra furono distrutte, ma quelle sostitutive furono collocate nell’arca della testimonianza, nota anche come arca del patto. Nell’arca vennero conservati, in seguito, anche la verga di Aaronne che germogliò e un vaso di manna.
©1996–presente Il Commentario Biblico Enduring Word di David Guzik
