Esodo 23 – Altre Leggi Rivolte ai Giudici
A. Leggi che promuovono la giustizia.
1. (1-3) Ordini riguardo al rispetto della legge, senza favoritismi verso l’empio e la maggioranza.
«Non spargerai alcuna voce falsa e non darai alcun aiuto all’empio per essere un ingiusto testimone. Non seguirai la maggioranza per fare il male; e non deporrai in una vertenza giudiziaria schierandoti dalla parte della maggioranza per pervertire la giustizia. Non favorirai neppure il povero nel suo processo».
a. Non spargerai alcuna voce falsa: Questa prescrizione è collegata alla successiva, perché la diffusione di una voce falsa era ed è un modo fondamentale per dare aiuto all’empio e seguire la maggioranza per fare il male.
i. “L’unico modo per obbedire a questo comando è porre fine alle voci false. Non fare nulla o rimanere neutrali significa permettere alla voce falsa di spargersi. “Colui che diffonde e colui che accoglie notizie false e calunniose sono criminali quasi allo stesso livello. La parola sembra riferirsi all’uno o all’altro, e i nostri traduttori hanno mantenuto molto opportunamente entrambi i sensi.” (Clarke)
ii. Poiché la questione riguardava una voce falsa, era opportuno chiedere ed esigere una prova da parte della persona che l’aveva riportata, una prova che fosse ammessa dalla Bibbia: da parte di due o tre testimoni (Deuteronomio 19:15).
iii. Un ingiusto testimone: “Meglio tradotto ‘testimone in un’accusa di violenza’, perché si pensa che il verdetto possa essere fatale per l’imputato.” (Cole)
b. Non seguirai la maggioranza per fare il male: È sempre stato nella natura dell’uomo seguire la maggioranza per fare il male, fin da quando Adamo seguì Eva nel peccato.
i. È facile e pericoloso schierarsi dalla parte della maggioranza per pervertire la giustizia, per seguire i nostri coetanei e l’opinione della gente. Quando tale comportamento promuove una voce falsa o perverte la giustizia, allora è peccato.
ii. Ecco perché è così importante per noi scegliere bene con chi schieraci: Non vi ingannate; le cattive compagnie corrompono i buoni costumi. (1 Corinzi 15:33)
iii. “La storia di tutti i movimenti sani è stata in primo luogo la storia di anime solitarie che, avendo ascoltato la voce autentica di Dio, hanno resistito da sole o in piccole minoranze.” (Morgan)
c. Non favorirai neppure il povero nel suo processo: Non si doveva mostrare parzialità nei confronti del povero; i poveri non dovevano essere favoriti solo perché poveri, così come i ricchi non dovevano essere favoriti perché ricchi. Una disputa dovrebbe essere risolta dai fatti e dai principi di giustizia, non dalla posizione elevata o bassa o dallo status di vittima percepito dalle persone coinvolte.
2. (4-9) Leggi che promuovono la benevolenza e la retta condotta civile.
«Se incontri il bue del tuo nemico o il suo asino smarrito, glielo riporterai. Se vedi l’asino di colui che ti odia steso a terra sotto il carico, guardati bene dall’abbandonarlo, ma aiuterai il suo padrone a slegarlo. Non distorcerai il diritto del tuo povero nel suo processo. Rifuggirai da ogni falsità; non ucciderai l’innocente e il giusto, perché io non assolverò il malvagio. Non accetterai alcun regalo, perché il regalo acceca chi vede e perverte le parole dei giusti. Non opprimerai lo straniero, poiché voi conoscete l’animo dello straniero, perché siete stati stranieri nel paese d’Egitto».
a. Se incontri il bue del tuo nemico o il suo asino smarrito, glielo riporterai: L’ordine di fare del bene al proprio nemico era importante. Dimostrava che la bontà e la gentilezza in Israele non erano richieste solo per i propri cari o per coloro per cui si provava simpatia, ma per tutti. Forse non c’era bisogno di un comando per fare questo per un amico, ma era necessario per il nemico e per colui che ti odia.
i. Il principio era chiaro: Ciò che si prova per qualcuno non determina il comportamento giusto o sbagliato nei suoi confronti. Ci sono principi di giustizia che devono essere osservati al di sopra dei nostri sentimenti.
ii. “Nemico in questo contesto indica probabilmente un ‘avversario legale’. La giustizia ci impone di trattarlo come un nostro prossimo qualsiasi.” (Cole)
b. Non distorcerai il diritto del tuo povero nel suo processo: Dio sapeva che era facile trascurare il povero nell’amministrazione della giustizia. Essere poveri non dava ragione a qualcuno in una controversia legale, ma non doveva nemmeno impedirgli di ottenere un’udienza equa e giusta.
c. Rifuggirai da ogni falsità; non ucciderai l’innocente e il giusto: Promuovere la verità era essenziale per la legge di Dio. Poiché Dio sapeva quanto male e quanta ingiustizia si giustificano tra gli uomini con la menzogna, sottolineò l’importanza della verità nella vita quotidiana e nelle pratiche legali di Israele.
i. L’ordine di non uccidere l’innocente e il giusto non parlava solo della necessità di proteggere la vita nel grembo materno, ma anche del fatto che ci sono casi in cui la giustizia richiede la morte del colpevole e del malvagio.
d. Non accetterai alcun regalo, perché il regalo acceca chi vede e perverte le parole dei giusti: Al fine di promuovere la giustizia, Dio diede anche disposizioni contro la corruzione. In particolare, proibì di accettare una tangente; chi corrompe non può esistere se non c’è chi si lascia corrompere.
e. Il bue del tuo nemico […] colui che ti odia […] non opprimerai lo straniero: Dio comandò a Israele di mostrare benevolenza e correttezza a coloro verso cui per natura avrebbe potuto non avere tali atteggiamenti. In tempi successivi, alcuni rabbini insegnarono che c’era l’obbligo – o almeno il permesso – di odiare il proprio nemico. In questo passo, l’equità e la benevolenza erano comandate anche nei confronti di colui che ti odia, come Gesù chiarì nella parabola del Buon Samaritano (Luca 10:30-37).
i. Voi conoscete l’animo dello straniero: “In ebraico non si usa la parola ‘cuore’, ma nepes, che può essere tradotta ‘vita’ o ‘sé’. Qui sembra avere più il significato di ‘desideri e brame’.” (Cole)
ii. Gesù riassume così le leggi che promuovono la benevolenza e la correttezza nella comunità di Israele:Ama […] il prossimo tuo come te stesso (Luca 10:27).
B. Leggi di devozione cerimoniale.
1. (10-13) Il principio del sabato.
«Per sei anni seminerai la tua terra e ne raccoglierai i frutti; ma il settimo anno la lascerai riposare e rimarrà incolta, affinché ne godano i poveri del tuo popolo; e le bestie della campagna mangeranno quel che essi lasceranno. Lo stesso farai della tua vigna e dei tuoi ulivi. Per sei giorni farai il tuo lavoro ma il settimo giorno ti riposerai, affinché il tuo bue e il tuo asino possano riposarsi, e il figlio della tua serva e il forestiero possano riprendere energia. Farete attenzione a tutte le cose che vi ho detto e non pronunzierete il nome di altri dèi; non lo si oda uscire dalla vostra bocca».
a. Per sei anni seminerai la tua terra: Il principio del sabato non si applicava solo alla settimana lavorativa. Esistevano anche gli anni sabbatici, in cui la terra doveva riposare e rimanere incolta un anno su sette.
i. “La legge dell’anno sabbatico. Si tratta di una legge unica al mondo, associata solo a Israele.” (Thomas)
b. Il settimo anno la lascerai riposare e rimarrà incolta: Secondo la tradizione, alcuni in Israele hanno ottenuto questo risultato coltivando solo sei settimi della loro terra e praticando un metodo di rotazione delle colture.
i. Affinché ne godano i poveri del tuo popolo: Uno dei motivi per cui Dio comandò l’anno sabbatico fu quello di dare ai poveri qualcosa da mangiare, consentendo loro di raccogliere e lavorare ciò che cresceva non piantato dal terreno incolto. Si trattava di un modo per aiutare i poveri che richiedeva sia che i proprietari terrieri si trattenessero dal massimo profitto, sia che i poveri lavorassero per sostentarsi.
ii. La mancata osservanza degli anni sabbatici da parte di Israele determinò la certezza e la durata dell’esilio babilonese (Levitico 26:32-35, 2 Cronache 36:21).
c. Il settimo giorno ti riposerai, affinché il tuo bue e il tuo asino possano riposarsi: Il principio del riposo di sabato era rivolto a tutti gli uomini e persino agli animali. Allo stesso modo, il riposo di sabato che ha trovato compimento in Gesù è destinato a tutti gli uomini (2 Pietro 3:9) e persino a tutta la creazione (Romani 8:21).
d. Non pronunzierete il nome di altri dèi: Il sabato doveva essere dedicato al Signore Dio e non a un dio straniero o falso.
2. (14-17) Tre feste nazionali.
«Tre volte all’anno mi celebrerai una festa. Osserverai la festa degli azzimi. Per sette giorni mangerai pane senza lievito, come ti ho ordinato, al tempo stabilito nel mese di Abib, perché in quello tu uscisti dall’Egitto; e nessuno comparirà davanti a me a mani vuote. Osserverai anche la festa della mietitura, delle primizie del tuo lavoro, di quello che hai seminato nei campi; e la festa della raccolta, alla fine dell’anno, quando raccoglierai dai campi i frutti del tuo lavoro. Tre volte all’anno tutti i tuoi maschi compariranno davanti al Signore, l’Eterno».
a. Tre volte all’anno mi celebrerai una festa: Dio comandò che tre volte all’anno tutti gli uomini di Israele si riunissero per celebrare le feste più importanti: la Festa degli Azzimi (collegata alla Pasqua), la Festa della Mietitura o delle Primizie (chiamata Pentecoste nel Nuovo Testamento) e la Festa della Raccolta (Sukkot, Festa delle Capanne).
i. “Erano esonerati gli anziani, i malati, gli uomini affetti da ritardo mentale e i bambini al di sotto dei tredici anni; così i dottori ebrei interpretano questo comando.” (Clarke)
b. La festa degli azzimi […] la festa della mietitura […] la festa della raccolta: I dettagli sull’osservanza di queste feste saranno forniti più avanti nel libro del Levitico.
3. (18-19) Leggi relative ai sacrifici e all’offerta delle primizie.
«Non offrirai il sangue della mia vittima col pane lievitato; e il grasso dei sacrifici della mia festa non rimarrà fino al mattino. Porterai alla casa dell’Eterno, il tuo DIO, le primizie dei primi frutti della terra. Non cuocerai il capretto nel latte di sua madre».
a. Non offrirai il sangue della mia vittima col pane lievitato: Poiché il lievito era simbolo di peccato e corruzione, il sangue espiatorio non poteva mai essere offerto con pane lievitato.
i. “Significa che i singoli israeliti non dovevano uccidere l’agnello pasquale quando il lievito era ancora nelle loro case.” (Kaiser)
b. Il grasso dei sacrifici della mia festa non rimarrà fino al mattino: Per considerare completa l’espiazione, essa doveva essere interamente offerta al Signore: tutto doveva essere dato a Dio e non ci doveva essere una parte riservata per un secondo momento. Questo includeva in particolare il grasso dei sacrifici, la parte migliore dell’animale sacrificato.
c. Porterai alla casa dell’Eterno, il tuo DIO, le primizie dei primi frutti della terra: Quando Israele entrò in Canaan, gli fu affidata la responsabilità di offrire a Dio altre primizie, oltre a quelle che dovevano offrire normalmente (Esodo 23:16). Dare a Dio i primi e i migliori frutti Lo onorava come Colui che, nella Sua bontà, provvede ogni cosa.
d. Non cuocerai il capretto nel latte di sua madre: Sebbene sembri trattarsi di un comando strano, in realtà era un ordine a non imitare un comune rituale pagano di fertilità.
i. “I testi cananei mostrano che si tratta di un incantesimo e, perciò, la prescrizione riguarda più la ritualità che l’umanità del gesto.” (Cole)
ii. “Era usanza degli antichi pagani, quando avevano raccolto tutti i loro frutti, prendere un capretto e farlo bollire nel latte della madre; poi, in modo magico, andavano in giro a cospargere di questo latte tutti gli alberi e i campi, i giardini e i frutteti, pensando in questo modo di renderli fruttuosi, affinché portassero frutti più abbondanti l’anno successivo.” (Cudworth, citato da Clarke)
iii. Ma a causa di strane interpretazioni rabbiniche, oggi questo comando è il motivo per cui un ebreo osservante non può mangiare un cheeseburger kosher. Gli ebrei osservanti oggi non mangiano latte e carne durante lo stesso pasto (e nemmeno sugli stessi piatti con gli stessi utensili cucinati nelle stesse pentole), perché i rabbini hanno insistito sul fatto che la carne dell’hamburger potrebbe provenire dal vitello della mucca che ha dato il latte per il formaggio e, quindi, il formaggio e la carne “bollirebbero” insieme nello stomaco e costituirebbero una violazione di questo comando.
iv. Questa legge parla anche di mantenere la distanza tra una madre e la morte della sua prole. Meyer dice che questa legge aveva lo scopo di “inculcare un tenero apprezzamento dell’ordine naturale e del rapporto che esiste tra la madre e la sua prole. Era contro natura rendere la madre complice della morte del figlio.”
C. La promessa della presenza e della benedizione di Dio.
1. (20-21) L’Angelo che ha il nome di Dio in lui.
«Ecco, io mando un Angelo davanti a te per vegliare su di te lungo la via, e per farti entrare nel luogo che ho preparato. Stai attento davanti a lui e ubbidisci alla sua voce; non ribellarti a lui, perché egli non perdonerà le vostre trasgressioni, poiché il mio nome è in lui».
a. Io mando un Angelo davanti a te: Questo angelo speciale comandava l’obbedienza di Israele e aveva il diritto di giudizio sulla nazione. Soprattutto, il nome di Dio era in lui (poiché il mio nome è in lui).
i. Conosciamo solo alcuni angeli per nome e, in un certo senso, il nome di Dio è in loro (Micha-el e Gabri-el). Ma né Michele né Gabriele hanno mai comandato questo tipo di obbedienza a Israele né hanno mai pensato di sedersi su di lui in giudizio. In questo caso, si tratta specificamente dell’Angelo del Signore, l’apparizione di Gesù nell’Antico Testamento, prima della Sua incarnazione a Betlemme, e che spesso parla direttamente come il Signore.
ii. “L’Angelo (v. 20) non era un angelo creato, ma una manifestazione divina, la Seconda Persona della Trinità in forma angelica.” (Thomas) “Il mio nome è in lui sembra traslare il ‘messaggero’ nel regno soprannaturale, perché il ‘nome’ di Dio è l’equivalente della Sua natura rivelata.” (Cole)
iii. Il mio nome è in lui: Naturalmente, il nome di Yahweh è in Gesù. Letteralmente il suo nome è Yah-shua. Gesù fu con Israele durante tutta la sua esperienza nel deserto. “Questo Angelo con l’autorità e il prestigio del nome di Dio era una prova sufficiente che Dio stesso era presente nel Figlio.” (Kaiser)
b. E per farti entrare nel luogo che ho preparato: L’Angelo li avrebbe preceduti nel luogo che ho preparato. Lo stesso principio vale per la nostra vita con Gesù oggi. Non solo è vero che Gesù ci precede per prepararci un posto in cielo (Giovanni 14:2-3), ma sia il luogo in cui camminiamo oggi che quello in cui cammineremo domani sono stati preparati da Dio.
2. (22-26) Promesse di benedizione a un Israele obbediente.
«Ma se ubbidisci pienamente alla sua voce e fai tutto quello che dirò, io sarò il nemico dei tuoi nemici e sarò l’avversario dei tuoi avversari; poiché il mio Angelo andrà davanti a te e ti farò entrare nel paese degli Amorei, degli Hittei, dei Perezei, dei Cananei, degli Hivvei e dei Gebusei, e li sterminerò. Non ti prostrerai davanti ai loro dèi, e non li servirai. Non farai ciò che essi fanno; ma li distruggerai interamente e spezzerai le loro colonne. Servite all’Eterno, il vostro DIO, ed egli benedirà il tuo pane e la tua acqua; ed io allontanerò la malattia di mezzo a te. Nel tuo paese non ci sarà alcuna donna che abortisca, né alcuna donna sterile. Io farò completo il numero dei tuoi giorni».
a. Ma se ubbidisci pienamente alla sua voce e fai tutto quello che dirò: Era caratteristica del patto mosaico che la benedizione si basasse quasi esclusivamente sulle prestazioni di Israele. In caso di obbedienza sarebbero stati benedetti. In caso di disobbedienza sarebbero stati maledetti.
i. Sotto il Nuovo Patto operiamo secondo un principio diverso. Anche se il peccato comporta inevitabili conseguenze e Dio ci corregge amorevolmente per la nostra disobbedienza, siamo benedetti in Gesù, e non perché siamo stati obbedienti (Efesini 1:3).
b. Il mio Angelo andrà davanti a te: Dio non fece uscire Israele dall’Egitto per lasciarlo nel deserto. Il Suo piano era di condurli nella Sua terra di promesse e di abbondanza. Anche se in Canaan c’erano nazioni potenti, il Suo Angelo avrebbe guidato Israele, se fosse stato obbediente, nella Terra Promessa.
c. Non ti prostrerai davanti ai loro dèi: Il popolo cananeo era profondamente depravato e moralmente degradato, una conseguenza naturale degli idoli depravati e degradati che serviva. Era quindi essenziale che Israele non imitasse il loro culto idolatrico e non permettesse ad esso di continuare.
i. “Per quanto riguarda i popoli da scacciare, è da notare che questo paragrafo mostra che ‘i loro dèi’ furono la loro rovina. Tutto nella vita di un uomo o di una nazione dipende dalla natura del suo culto.” (Morgan)
d. Servite all’Eterno, il vostro DIO, ed egli benedirà il tuo pane e la tua acqua: Se rifiutavano gli dèi dei Cananei e continuavano a essere fedeli a Dio, Egli prometteva di portare benedizione per tutta la loro vita.
3. (27-30) Dio aiuterà Israele a prendere possesso del paese in questo modo.
«Io manderò davanti a te il mio terrore e metterò in rotta ogni popolo presso il quale arriverai, e farò voltare le spalle davanti a te a tutti i tuoi nemici. E manderò davanti a te i calabroni, che scacceranno gli Hivvei, i Cananei e gli Hittei davanti a te. Non li scaccerò davanti a te in un anno, affinché il paese non diventi un deserto e le bestie dei campi non si moltiplichino contro di te. Li scaccerò davanti a te a poco a poco, affinché tu cresca di numero e prenda possesso del paese».
a. Io manderò davanti a te il mio terrore […] e farò voltare le spalle davanti a te a tutti i tuoi nemici: Dio promise che sarebbe andato davanti a Israele e che sarebbe entrato nel paese per loro, usando sia metodi ovviamente soprannaturali (manderò il mio terrore) sia fenomeni apparentemente naturali (manderò davanti a te i calabroni).
i. “Il mio terrore spiega il metodo che Dio avrebbe usato per sottomettere i Cananei davanti a Israele: sarebbero stati attanagliati da un panico divino.” Questa parola si compie, ad esempio, in Giosuè 2:11. (Cole)
ii. “Da Giosuè 24:12 scopriamo che due re degli Amorei furono effettivamente scacciati dal paese dai calabroni, sicché gli Israeliti non furono costretti a usare né la spada né l’arco nella conquista.” (Clarke)
iii. “Colui che è un angelo per i santi è un calabrone per i Suoi nemici.” (Meyer)
b. A poco a poco: Dio promise di scacciare i nemici di Israele da Canaan, ma non tutti in una volta. Israele avrebbe magari voluto che il paese venisse ripulito davanti a loro, ma Dio sapeva che non era la cosa migliore né per il paese né per loro.
i. Sebbene a volte sia scoraggiante, questo è spesso il modo in cui Dio opera nella nostra vita. Egli rimuove le cose a poco a poco, anche se noi preferiremmo tutto in una volta. Ma Dio voleva che Israele crescesse nel processo di conquista della Terra Promessa. A Dio interessa la nostra crescita e quindi spesso ci fa crescere a poco a poco.
ii. “Dio sbriciola le Sue compassioni verso di noi; riceviamo le Sue benedizioni poco alla volta. Similmente, la nube non si svuota con un’esplosione improvvisa, ma si dissolve sulla terra goccia dopo goccia.” (Trapp)
c. Affinché il paese non diventi un deserto e le bestie dei campi non si moltiplichino: Questo è solo uno dei motivi per cui per Dio era meglio sconfiggere i nemici a poco a poco. Fare quella che sembrava la cosa più semplice – eliminare tutti i nemici di Israele in una volta sola – avrebbe avuto conseguenze che Israele non riusciva a vedere o a comprendere.
4. (31-33) I confini dell’eredità d’Israele.
«E fisserò i tuoi confini dal Mar Rosso al mare dei Filistei e dal deserto fino al Fiume; poiché io darò nelle tue mani gli abitanti del paese e tu li scaccerai davanti a te. Non farai alleanza alcuna con loro, né coi loro dèi. Essi non abiteranno nel tuo paese, perché non ti facciano peccare contro di me: tu serviresti ai loro dèi, e questo ti sarebbe un laccio».
a. Dal Mar Rosso al mare dei Filistei e dal deserto fino al Fiume: Si trattava di un’enorme porzione di terra, che Israele non ha mai posseduto completamente, ma ci è andato vicino, secondo molti, ai tempi di re Davide e re Salomone.
i. Eppure, si trattava di un territorio che in alcuni punti si estendeva fino al fiume Eufrate. “‘Il Fiume’ nella Bibbia è sempre ‘il grande Fiume’, cioè l’Eufrate, così come ‘il Mare’ è normalmente il Mediterraneo.” (Cole)
ii. Intravediamo un principio spirituale. Dio può concedere, ma noi dobbiamo prenderne il possesso. Egli trattiene il possesso di molte benedizioni finché non collaboriamo con Lui con fede e obbedienza. Ci è stata concessa ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo (Efesini 1:3), ma possederemo solo ciò che riceveremo collaborando con Lui nella fede e nell’obbedienza.
iii. Dio non è un padre indulgente e permissivo che riversa sui Suoi figli risorse, benedizioni e doni che non sono pronti a ricevere o di cui non sarebbero responsabili. Quando il Suo popolo è pronto a possedere con fede, ciò che è stato promesso si realizza.
b. Non farai alleanza alcuna con loro: Per mancanza di discernimento, Israele finì per stringere un’alleanza con alcuni popoli del paese (Giosuè 9). Non c’è area della legge che Israele – o chiunque altro – abbia mai osservato perfettamente.
©1996–presente Il Commentario Biblico Enduring Word di David Guzik
