Esodo 28 – Le Vesti dei Sacerdoti
A. Il comando di realizzare le vesti per i sacerdoti.
1. (1-2) La funzione delle vesti.
«Poi fa’ accostare a te Aaronne tuo fratello e i suoi figli con lui, dal mezzo dei figli d’Israele, perché serva a me come sacerdote: Aaronne, Nadab, Abihu, Eleazar e Ithamar, figli di Aaronne. E farai ad Aaronne, tuo fratello, delle vesti sacre, per conferirgli onore e grazia».
a. Fa’ accostare a te Aaronne tuo fratello e i suoi figli con lui: Il sacerdozio di Israele non si guadagnava con gli sforzi né si otteneva per ambizione. Poteva essere ereditato solo per diritto di nascita. Bisognava nascere in una famiglia sacerdotale.
i. Non c’era posto per l’ambizione o la gloria personale nel sacerdozio. Vi si accedeva solo per chiamata e invito di Dio. Nel Nuovo Patto, anche il nostro sacerdozio non si guadagna né si ambisce, ma siamo sacerdoti grazie alla nostra nuova nascita nella famiglia sacerdotale di Gesù (1 Pietro 2:5).
b. Farai ad Aaronne, tuo fratello, delle vesti sacre, per conferirgli onore e grazia: Le vesti sacerdotali erano fatte per conferire onore e grazia. Poiché il servizio sacerdotale aveva in sé qualcosa di glorioso e di bello, anzi di celestiale, era opportuno rendere gloriose e belle le vesti.
i. “Il lugubre nero, oggi indossato da quasi tutti i tipi di sacerdoti e ministri, conferisce forse onore e grazia? È forse emblematico di qualsiasi cosa buona, gloriosa o eccellente? Quanto è sconveniente per la lieta novella annunciata dai ministri cristiani un colore che non è altro che emblema di lutto e dolore, peccato, desolazione e morte!”. (Clarke)
2. (3-4) Cosa fare e chi deve farlo.
«Parlerai a tutte le persone abili, che ho ripieno di spirito di sapienza, ed esse faranno le vesti di Aaronne per consacrarlo, perché serva a me come sacerdote. E questi sono le vesti che faranno: un pettorale, un efod, un mantello, una tunica lavorata a maglia, un turbante e una cintura. Faranno dunque delle vesti sacre per Aaronne tuo fratello e per i suoi figli, affinché serva a me come sacerdote».
a. Parlerai a tutte le persone abili, che ho ripieno di spirito di sapienza, ed esse faranno le vesti di Aaronne: Dio promise di dare un dono speciale dello Spirito Santo agli artigiani che avrebbero realizzato le vesti.
i. Se è fatto davvero per la gloria di Dio, il servizio pratico e manuale richiede la guida dello Spirito Santo tanto quanto quello che normalmente consideriamo un servizio spirituale.
ii. “Durante la loro permanenza in Egitto, gli schiavi ebrei devono aver imparato molte arti e mestieri egiziani, come la lavorazione dei metalli, la filatura, la tessitura e il ricamo.” (Cole)
b. Affinché serva a me come sacerdote: Il comando viene ripetuto tre volte in questi primi quattro versetti. I sacerdoti – sia nel Nuovo Patto che nell’Antico – hanno il loro primo ministero presso Dio stesso.
c. E questi sono le vesti che faranno: Qui sono elencati i vari indumenti per il vestiario dei sacerdoti e del sommo sacerdote, che saranno descritti nella sezione seguente.
B. Gli indumenti del sommo sacerdote.
1. (5-14) L’efod.
«Essi useranno oro e filo violaceo, porporino, scarlatto e lino fino. Farai l’efod d’oro e di filo violaceo, porporino, scarlatto e di lino fino ritorto, lavorato artisticamente. Alle sue due estremità esso avrà attaccate due spalline, perché sia tenuto insieme. La cintura artisticamente lavorata, che è sull’efod, sarà dello stesso lavoro dell’efod: d’oro e di filo color violaceo, porporino, scarlatto e di lino fino ritorto. Poi prenderai due pietre d’onice e inciderai su di esse i nomi dei figli d’Israele: sei dei loro nomi su una pietra e gli altri sei nomi sull’altra pietra, secondo il loro ordine di nascita. Inciderai su queste due pietre i nomi dei figli d’Israele come fa l’intagliatore di pietra nell’incisione di un sigillo; le farai inserire in castoni d’oro. Metterai le due pietre sulle spalline dell’efod, come pietre di ricordo per i figli d’Israele; e Aaronne porterà i loro nomi davanti all’Eterno sulle sue due spalle, per ricordo. Farai inoltre dei castoni d’oro e due catenelle d’oro puro, intrecciate come una corda, e metterai nei castoni le catenelle così intrecciate».
a. Farai l’efod d’oro e di filo violaceo, porporino, scarlatto e di lino fino ritorto, lavorato artisticamente: L’efod era essenzialmente un abito ornato simile a un grembiule, fatto di fili d’oro, violacei, porpora e scarlatto.
i. “In Egitto il lino era l’abito dei nobili e dei sacerdoti, scelto sia per la freschezza che per la pulizia.” (Cole)
b. Prenderai due pietre d’onice e inciderai su di esse i nomi dei figli d’Israele: Sulle spalline c’erano pietre preziose lucidate, con l’iscrizione di sei tribù su ogni pietra. Così, il sommo sacerdote avrebbe portato i loro nomi davanti all’Eterno sulle sue due spalle, per ricordo.
i. “Aaronne porta i nomi di Israele davanti a Dio ogni volta che entra nella Tenda, identificandosi con loro.” (Cole)
ii. Sebbene il primo ministero del sacerdote sia sempre quello verso Dio stesso, il sacerdote è anche costantemente legato al popolo, portandolo sulle sue spalle. Le spalle sono un luogo di lavoro; quindi, nel ministero del sacerdote verso il Signore, egli lavora anche per e con il popolo.
2. (15-30) Il pettorale.
«Farai pure il pettorale del giudizio, artisticamente lavorato; lo farai come il lavoro dell’efod: d’oro, di filo violaceo, porporino e scarlatto, e di lino fino ritorto. Sarà quadrato e piegato in due; avrà la lunghezza di una spanna e una spanna di larghezza. E vi incastonerai quattro file di pietre; nella prima fila: un sardonio, un topazio e uno smeraldo; nella seconda fila: un turchese, uno zaffiro e un diamante; nella terza fila: un giacinto, un’agata e un’ametista; nella quarta fila: un grisolito, un’onice e un diaspro. Queste pietre saranno inserite nei loro castoni d’oro. E le pietre corrisponderanno ai nomi dei figli d’Israele: dodici, secondo i loro nomi, incisi come dei sigilli, ciascuna col nome delle tribù d’Israele. Farai pure sul pettorale delle catenelle d’oro puro intrecciate come cordoni. Poi farai sul pettorale due anelli d’oro, e metterai i due anelli alle due estremità del pettorale. Poi fisserai i due cordoni d’oro ai due anelli alle estremità del pettorale; e attaccherai gli altri due capi dei due cordoni ai due castoni e li metterai sulle due spalline dell’efod, sul davanti. Farai pure due anelli d’oro e li metterai alle due estremità del pettorale, sul suo orlo, che è nella parte interna dell’efod. Farai due altri anelli d’oro e li metterai alle due spalline dell’efod in basso, sul davanti vicino al punto di giuntura, al di sopra della cintura artisticamente lavorata dell’efod. E si fisserà il pettorale mediante i suoi anelli agli anelli dell’efod con un cordone violaceo, perché il pettorale sia sopra la cintura artisticamente lavorata dell’efod e non abbia a staccarsi dall’efod. Così Aaronne porterà i nomi dei figli d’Israele incisi nel pettorale del giudizio, sul suo cuore, quando entrerà nel santuario, in ricordo perenne davanti all’Eterno. Metterai sul pettorale del giudizio l’Urim e il Thummim; e staranno sul cuore di Aaronne quando egli si presenterà davanti all’Eterno. Così Aaronne porterà il giudizio dei figli d’Israele sul suo cuore davanti all’Eterno, del continuo».
a. Farai pure il pettorale del giudizio: Anche il pettorale era fatto con fili d’oro, violacei, porpora e scarlatto. Veniva fissato all’efod con catene d’oro.
i. “Questo spiega perché questo indumento sia chiamato ‘pettorale del giudizio’, in quanto contiene le due pietre oracolari, per mezzo delle quali il ‘giudizio’ di Dio può essere conosciuto.” (Cole)
b. Vi incastonerai quattro file di pietre: Sul pettorale c’erano quattro file di tre pietre preziose, su ciascuna delle quali era inciso uno dei nomi delle dodici tribù. Indossando il pettorale, il sommo sacerdote portava i nomi dei figli di Israele […] sul suo cuore.
i. Non era sufficiente che il sommo sacerdote lavorasse per il popolo (avendolo sulle sue spalle), ma doveva anche amarlo, cioè portarlo sul suo cuore.
ii. Non basta che un sacerdote abbia un cuore per Dio. Deve anche avere un cuore per il popolo e portarlo nel suo cuore durante tutto il suo ministero presso il Signore.
c. Un sardonio, un topazio e uno smeraldo: Inizia così un elenco di dodici pietre preziose incastonate nel pettorale del sommo sacerdote. È impossibile sapere con esattezza cosa fossero tutte queste gemme, ma possiamo giungere ad alcune probabili conclusioni. Apocalisse 21:19-20 descrive le fondamenta delle mura della Nuova Gerusalemme con una serie di dodici pietre preziose, che potrebbero corrispondere alle pietre del pettorale.
i. Non possiamo trascurare il fatto che Dio comandò alle tribù di far incidere i loro nomi su pietre preziose – cose davvero preziose. Il popolo di Dio è davvero prezioso per Lui.
d. Metterai sul pettorale del giudizio l’Urim e il Thummim: Per tre volte in questo passo il pettorale è chiamato pettorale del giudizio, perché conteneva l’Urim e il Thummim, strumenti per discernere la volontà di Dio.
i. L’uso degli strumenti di discernimento Urim e Thummim è descritto in alcune occasioni (Numeri 27:21, 1 Samuele 28:6, Esdra 2:63 e Neemia 7:65) e il loro uso può essere implicito in altri passi (Giudici 1:1; 20:18, 23).
ii. I nomi Urim e Thummim significano “Luci e Perfezioni”. Non sappiamo con certezza cosa fossero o come venissero utilizzati. L’ipotesi migliore è che si trattasse di una coppia di pietre, una chiara e una scura, e che ogni pietra indicasse un “sì” o un “no” da parte di Dio. Il sommo sacerdote poneva una domanda a Dio, infilava la mano nel pettorale e tirava fuori un “sì” o un “no”.
iii. Meyer suggerisce che l’Urim e il Thummim fossero diamanti brillanti, che brillavano intensamente con un “sì” o fiocamente con un “no” da parte di Dio.
iv. Molti considerano l’Urim e il Thummim come strumenti rozzi di discernimento. In realtà, sono migliori degli strumenti che molti cristiani usano oggi. Sarebbe meglio usare l’Urim e il Thummim piuttosto che affidarsi ai sentimenti, alle apparenze o semplicemente non usare affatto il discernimento.
v. La chiave dell’efficacia dell’Urim e del Thummim è ciò che la Parola di Dio donava loro. Cercando Dio attraverso l’Urim e il Thummim, si tornava effettivamente alla Parola di Dio per essere guidati, perché era la Parola di Dio che ne ordinava il ruolo e ne permetteva l’uso. Oggi, se ci concentriamo nella stessa maniera sulla Parola di Dio, Egli ci guiderà. A un vecchio predicatore fu chiesto di spiegare l’Urim e il Thummim. Egli rispose: “Ecco come li intendo io. Quando ho bisogno di conoscere la volontà di Dio, prendo la mia Bibbia, la uso e la sfoglio a lungo, e Dio mi parla sempre”. Un maggior numero di cristiani conoscerebbe la volontà di Dio se facessero più uso della Bibbia e la sfogliassero.
3. (31-35) Il mantello.
«Farai anche il mantello dell’efod, tutto di color violaceo. Nel suo mezzo vi sarà un’apertura per passarvi il capo; tutt’intorno all’apertura vi sarà un orlo di tessuto lavorato, come l’apertura di una corazza, perché non si strappi. Tutt’intorno all’orlo del mantello farai delle melagrane di color violaceo, porporino e scarlatto, e in mezzo ad esse tutt’intorno, campanelli d’oro: un campanello d’oro e una melagrana, un campanello d’oro e una melagrana, tutt’intorno, sull’orlo del mantello. Aaronne lo userà per fare il servizio; e il suo suono si sentirà quando entrerà nel luogo santo davanti all’Eterno e quando ne uscirà, perché egli non muoia».
a. Farai anche il mantello dell’efod, tutto di color violaceo: Si trattava della copertura di base del sacerdote, tutta violacea, senza cuciture e senza strappi per l’apertura del capo.
b. In mezzo ad esse tutt’intorno, campanelli d’oro: Sull’orlo, tra le melagrane di color violaceo, porporino, c’erano delle campanelle, in modo che il sacerdote si sentisse mentre svolgeva il suo ministero davanti a Dio – se fosse morto, le campane avrebbero smesso di suonare e lui sarebbe stato tirato fuori dal luogo santissimo. Il suono delle campanelle ricordava al sacerdote la natura solenne del suo lavoro e lo richiamava all’attenzione, perché egli non muoia.
i. “Il tintinnio delle campane serviva presumibilmente a far sì che le persone all’esterno potessero seguire i movimenti del sacerdote all’interno, che ovviamente per loro era invisibile. In questo modo avrebbero saputo che la sua offerta era stata accettata e che non era stato colpito a morte.” (Cole)
ii. “Le melagrane (simbolo di fecondità) erano appese come ‘bolle’ tra le campanelle, oppure ricamate sul tessuto.” (Cole)
iii. “L’alternanza di campane e melograni sulle pieghe della veste del sacerdote era tipica dell’obbligo di testimonianza e di fruttificazione.” (Morgan)
4. (36-38) Il turbante e la sua iscrizione.
«Farai anche una piastra d’oro puro e su di essa inciderai, come su di un sigillo: SANTITÀ ALL’ETERNO. Ad essa legherai un nastro violaceo, per attaccarla al turbante; essa deve stare sulla parte anteriore del turbante. Così starà sulla fronte di Aaronne, e Aaronne porterà la colpa associata alle cose sante presentate dai figli d’Israele, in ogni genere di offerte sacre; essa starà continuamente sulla sua fronte, per renderli graditi davanti all’Eterno».
a. Essa deve stare sulla parte anteriore del turbante: Il turbante era un semplice copricapo di lino avvolto. Più importante del turbante stesso era la placca d’oro recante l’iscrizione SANTITÀ ALL’ETERNO.
i. “Il turbante (letteralmente qualcosa di avvolto: il Talmud ci dice che venivano usati otto metri di tessuto).” (Cole)
ii. L’iscrizione SANTITÀ ALL’ETERNO indicava che il sommo sacerdote era prima di tutto il servo di Dio, non dell’uomo. “Perciò non era lecito al sommo sacerdote, dicono i Giudei, togliersi il cappello di fronte a chiunque incontrasse, anche se si trattava di un uomo importante; per evitare che lo stesso nome e la stessa gloria di Dio, che egli rappresentava, sembrassero sottomessi a qualcuno.” (Trapp)
b. Aaronne porterà la colpa associata alle cose sante presentate dai figli d’Israele, in ogni genere di offerte sacre: Persino i doni e i sacrifici che Aaronne e gli altri sacerdoti portavano davanti al Signore erano macchiati dalla colpa. Tuttavia, quando il sacerdote designato da Dio li presentava nel modo designato da Dio, erano a Lui graditi.
c. Per renderli graditi davanti all’Eterno: La santità – non come elenco legalistico di regole, ma come forza di una vita separata per Dio – è essenziale per chiunque voglia comparire davanti a Dio. Ebrei 12:14 rafforza questo principio: Procacciate la pace con tutti e la santificazione, senza la quale nessuno vedrà il Signore.
5. (39) La tunica, il turbante e la cintura.
«Tesserai pure la tunica di lino fino, lavorata a maglia; farai un turbante di lino fino e farai una cintura, un lavoro di un ricamatore».
a. Tesserai pure la tunica di lino fino, lavorata a maglia: Questi indumenti di base sono descritti come semplici tessuti di lino pregiato.
6. (40-43) Le vesti dei figli di Aaronne.
«Per i figli di Aaronne farai delle tuniche, farai per loro delle cinture e farai per loro dei copricapo, per conferire loro onore e grazia. Con esse rivestirai quindi tuo fratello Aaronne e i suoi figli con lui; tu li ungerai, li consacrerai e li santificherai, perché mi servano come sacerdoti. Farai pure loro dei calzoni di lino per coprire la loro nudità; essi andranno dai lombi fino alle cosce. Aaronne e i suoi figli li porteranno quando entreranno nella tenda di convegno, o quando si avvicineranno all’altare per fare servizio nel luogo santo, affinché non si rendano colpevoli e non muoiano. Questo è uno statuto perenne per lui e per i suoi discendenti dopo di lui».
a. Per i figli di Aaronne farai delle tuniche: Sebbene i sacerdoti ordinari avessero abiti speciali, si trattava di semplici abiti di lino fino. Erano speciali, ma non molto rispetto alla gloria e alla bellezza delle vesti del sommo sacerdote.
i. Questo perché i sacerdoti ordinari, pur essendo importanti, avevano un ufficio molto inferiore a quello del sommo sacerdote – ed erano vestiti in modo da rispecchiare la loro posizione inferiore.
ii. Tuttavia, l’abbigliamento del sommo sacerdote, nel complesso, esprime più l’onore e la grazia di Gesù rispetto alla nostra. Noi ci accontentiamo (o dovremmo accontentarci) di semplici vesti di lino.
b. Tu li ungerai, li consacrerai e li santificherai, perché mi servano come sacerdoti: Dio spiega tre aspetti importanti ed essenziali della preparazione dei Suoi servitori: l’unzione, la consacrazione e la santificazione. Sono separati perché in questo caso indicano tre concetti diversi.
i. Ungerai descrive l’applicazione dell’olio sacro sul capo. Nel linguaggio biblico, rappresenta il riempimento e l’affidamento continuo al potere e all’opera dello Spirito Santo.
ii. Consacrerai “è la traduzione di due parole ebraiche, che significano il riempimento della mano aperta, indicando l’equipaggiamento perfetto della persona unta per l’adempimento del ministero.” (Morgan)
iii. Santificherai “significa letteralmente ‘rendere pulito’ e si riferisce alla separazione spirituale e morale del sacerdote da ogni contaminazione.” (Morgan)
c. Dei calzoni di lino per coprire la loro nudità: I sacerdoti – tutti i sacerdoti – dovevano indossare indumenti intimi, in modo che non fosse possibile che la loro nudità fosse esposta durante il servizio.
i. Si trattava probabilmente di una risposta alla nudità di molti sacerdoti pagani durante lo svolgimento dei loro riti. “Questo comando aveva in mente la necessità di purezza e decenza in ogni parte del culto divino, in opposizione alla scioccante indecenza del culto pagano in generale, in cui i sacerdoti spesso servivano nudi, come nei sacrifici a Bacco.” (Clarke)
ii. Inoltre, i calzoni dovevano essere fatti di lino fresco, invece che di lana calda. Dio non vuole che i suoi servi sudino.
C. Contrasto tra gli indumenti di Gesù, mentre compiva la Sua grande opera sacerdotale, e le vesti del sommo sacerdote.
1. Gesù non indossava un bell’efod, ma solo una veste di porpora per essere deriso.
2. Gesù non aveva pietre preziose sulle Sue spalle, ma solo la croce che noi meritavamo.
3. Gesù non aveva un pettorale con “Israele sul cuore”, eppure è morto con il cuore spezzato per Israele – e per tutta l’umanità.
4. Come Sommo Sacerdote, Gesù aveva una veste senza cuciture, che non si è strappata, ma gli fu tolta alla croce.
5. Gesù non sentì il suono delicato delle campanelle che dimostravano che il sommo sacerdote era ancora vivo, ma solo il suono dei chiodi che assicuravano la morte del nostro Sommo Sacerdote.
6. Gesù non portava un turbante di lino pregiato, bensì una dolorosa corona di spine.
7. Gesù non aveva una piastra sul copricapo con la scritta Santità all’Eterno, ma la Sua santità all’Eterno fu dimostrata dalla Sua vita e dalla Sua morte!
8. Gesù non aveva calzoni di lino per nascondere la Sua nudità, bensì portava i nostri peccati sulla croce in nuda vergogna.
©1996–presente Il Commentario Biblico Enduring Word di David Guzik
