• Link to X
  • Link to Facebook
  • Link to Instagram
  • Link to Youtube
Enduring Word
  • Commentario
  • Chi Siamo
    • A Proposito di Enduring Word
    • Bibliografia
    • David Guzik
      • Dichiarazione di Fede – David Guzik
    • Richieste di Preghiera per Enduring Word
    • Posso citare il commento di David Guzik?
    • Il team di Enduring Word
  • Blog
    • Devozione Settimanale
  • Media
    • YouTube
    • YouVersion: Piani di Lettura Devozionali
  • Sostienici
  • Click to open the search input field Click to open the search input field Search
  • Menu Menu
  • Esodo
  • 1-20
  • 21
  • 22
  • 23
  • 24
  • 25
  • 26
  • 27
  • 28
  • 29
  • 30
  • 31
  • 32
  • 33
  • 34
  • 35
  • 36
  • 37
  • 38
  • 39
  • 40

Esodo 34 – Il Rinnovo del Patto

A. Mosè incontra nuovamente Dio sul monte.

1. (1-4) Dio chiama nuovamente Mosè sul Monte Sinai.

L’Eterno disse a Mosè: «Tagliati due tavole di pietra come le prime; e io scriverò sulle tavole le parole che erano sulle prime tavole che spezzasti. Così sii pronto al mattino e sali al mattino sul monte Sinai, e rimani là vicino a me in vetta al monte. Nessuno salga con te e non si veda alcuno per tutto il monte; né greggi né armenti pascolino nei dintorni di questo monte». Mosè dunque tagliò due tavole di pietra, come le prime; si alzò al mattino presto e salì sul monte Sinai come l’Eterno gli aveva comandato, e prese in mano le due tavole di pietra.

a. Tagliati due tavole di pietra come le prime: Mosè ruppe le prime tavole di pietra, che erano state incise col dito di Dio (Esodo 32:19), perché Israele aveva infranto il patto.

b. Io scriverò sulle tavole le parole che erano sulle prime tavole che spezzasti: Dopo il grande peccato del vitello d’oro (Esodo 32), Mosè intercedette per Israele, Israele si pentì e Dio lo ristabilì. Era giusto che Dio desse loro delle nuove tavole di pietra.

c. Nessuno salga con te […] né greggi né armenti pascolino nei dintorni di questo monte: Quando Dio pronunciò per la prima volta i Dieci Comandamenti a Israele sul Monte Sinai, ordinò che non si avvicinassero alla montagna (Esodo 19:12-13). Anche in questa seconda emanazione tutti, tranne Mosè, dovevano stare lontani.

i. Mosè agì nuovamente come mediatore tra Dio e il popolo, il quale non poteva trattare direttamente con Dio a causa del proprio peccato e della propria ribellione; per questa ragione, Mosè fece da ponte tra il popolo e Dio.

2. (5-6a) Dio rivela a Mosè la propria presenza.

Allora l’Eterno discese nella nuvola e si fermò là vicino a lui, e proclamò il nome dell’Eterno. E l’Eterno passò davanti a lui.

a. L’Eterno discese nella nuvola e si fermò là vicino a lui: La nuvola è senza dubbio la Shekinah, la nuvola della gloria, menzionata spesso nella Bibbia.

· Essa coprì il Monte Sinai (Esodo 19:16).

· Accompagnava Israele di giorno (Esodo 13:21-22).

· Si trovava presso la tenda di Mosè (Esodo 33:9-10).

· Riempì di gloria il tempio di Salomone (2 Cronache 7:2).

· Adombrò Maria al momento del concepimento di Gesù (Luca 1:35).

· Era presente alla trasfigurazione di Gesù (Luca 9:34-35).

· Sarà presente al ritorno di Gesù (Apocalisse 1:7).

i. Si fermò là vicino a lui: In qualche modo, Dio apparve a Mosè nella nuvola del Sinai. Avvenne come Mosè aveva chiesto: Deh, fammi vedere la tua gloria (Esodo 33:18).

b. Proclamò il nome dell’Eterno: Cioè, Dio rivelò a Mosè il proprio carattere. Gli aspetti specifici del Suo carattere sono menzionati in questo passo, ma non fu certo una lezione sulla natura di Dio. Mosè sperimentò il carattere di Dio in modo straordinario.

c. E l’Eterno passò davanti a lui: Quando Mosè fece ciò che Dio gli aveva detto di fare in Esodo 33:21-23, sperimentò ciò che Dio gli aveva promesso. Nascosto nella fenditura della roccia, Mosè vide “la scia” del Signore, quanto di più della gloria di Dio potesse sopportare.

i. In Esodo 33:18 Mosè chiese coraggiosamente: Deh, fammi vedere la tua gloria. Dopodiché, Dio promise di rivelargli la Sua presenza (Esodo 33:19-23) o, perlomeno, la misura della Sua presenza che Mosè sarebbe stato in grado di sperimentare.

3. (6b-7) Dio rivela a Mosè il proprio carattere.

E gridò: «L’Eterno, l’Eterno Dio, misericordioso e pietoso, lento all’ira, ricco in benignità e fedeltà, che usa misericordia a migliaia, che perdona l’iniquità, la trasgressione e il peccato ma non lascia il colpevole impunito, e che visita l’iniquità dei padri sui figli e sui figli dei figli fino alla terza e alla quarta generazione».

a. E gridò: Dio rivelò a Mosè il proprio carattere a parole; lo gridò a Mosè. Sebbene l’esperienza spirituale di Mosè fosse potente e ricca di sentimenti ed emozioni, Dio non voleva che la Sua rivelazione si limitasse a questo, ma che coinvolgesse l’intera persona mediante la Sua parola.

b. L’Eterno, l’Eterno Dio: Il nome di Yahweh era lo stesso che Abrahamo, Isacco e Giacobbe conoscevano; questa non fu una nuova rivelazione di Dio. Dio si presentò come il Dio eterno e immutabile.

i. “Il nome di YHWH esprime tutto ciò che Egli è e fa, e quindi significa proclamazione delle azioni salvifiche di Dio… Ecco l’autorivelazione di Dio, che proclama sé stesso a Mosè.” (Cole)

ii. Conoscere Dio dovrebbe essere l’interesse attivo di ogni essere umano, e soprattutto di ogni cristiano. “Qualcuno ha detto che ‘lo studio appropriato dell’umanità è l’uomo’. Non mi opporrò a questa idea, ma credo che sia altrettanto vero che lo studio appropriato degli eletti di Dio è Dio; lo studio appropriato di un cristiano è la Divinità. La scienza più alta, la speculazione più elevata, la filosofia più potente che possa mai impegnare l’attenzione di un figlio di Dio è il nome, la natura, la persona, l’opera, le azioni e l’esistenza del grande Dio che egli chiama Padre.” (Spurgeon)

iii. “La rivelazione del Signore è preceduta dalla ripetizione del Suo nome: ‘L’Eterno, l’Eterno’, ripetuto forse per sottolineare la Sua immutabilità.” (Kaiser)

b. Misericordioso e pietoso: Una migliore traduzione di misericordioso è ricco di compassione. Nella nuova traduzione della Bibbia di re Giacomo, è così che viene tradotta la parola 5 volte su 13. F.B. Meyer scrive che “il termine significa ‘teneramente pietoso’”.

i. La stessa parola è stata usata anche nel contesto dell’Esodo di Israele in Salmi 78:38: Ma egli, che è misericordioso, perdonò la loro iniquità e non li distrusse, e molte volte trattenne la sua ira e non lasciò divampare il suo sdegno. Questa è compassione in azione.

ii. Con la parola tradotta pietoso si intende “il piegarsi o l’abbassarsi in gentilezza verso un inferiore; favorire o elargire.” (Erwin) È un dono di grazia agli immeritevoli.

iii. F.B. Meyer osserva sulla parola pietoso: “È una parola che è passata di moda. I nostri padri l’hanno pietrificata; ne hanno fatto la pietra di fondazione di una struttura di granito, in cui le anime degli uomini non potevano trovare riposo, e per questo motivo abbiamo avuto timore di quella parola: Grazia. Eppure, non esiste parola più grande nella nostra lingua di quella che indica il dono gratuito e immeritato dell’Amore di Dio”.

c. Lento all’ira, ricco in benignità e fedeltà: Lento all’ira può essere tradotto anche con longanime: Dio non è irascibile, ma è paziente verso di noi.

i. Sappiamo tutti cosa significa avere a che fare con persone che hanno un carattere irascibile, che si offendono o addirittura si indignano per la minima offesa o per il minimo torto che ritengono di aver subito. Dio non è affatto così. Egli è lento all’ira.

ii. “Il grande Dio di gloria non è semplicemente adeguato, ma è sovrabbondante. Ha granai e depositi pieni di amore e di fedeltà; li sta accatastando per le strade in cerca di un sistema di distribuzione.” (Erwin)

d. Che usa misericordia a migliaia, che perdona l’iniquità, la trasgressione e il peccato: Dio mostra la Sua bontà verso di noi mediante la Sua inclinazione al perdono.

i. L’iniquità, la trasgressione e il peccato sono tutti menzionati affinché nessuno pensi che ci siano dei tipi di peccato che Dio non sia in grado di perdonare.

ii. La rivelazione del carattere di Dio a Mosè mette per sempre da parte l’idea che ci sia un Dio cattivo dell’Antico Testamento in contrasto con il Dio buono del Nuovo Testamento. Il carattere di amore, misericordia e grazia di Dio è presente sia nell’Antico Testamento che nel Nuovo.

iii. Salmi 86:15 ripete esattamente la stessa rivelazione di Dio: Ma tu, o Signore, sei un Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco in benignità e verità.

e. Non lascia il colpevole impunito: Se il Suo amore e il Suo perdono vengono respinti, Dio punirà, e tale punizione si ripercuoterà sulle generazioni che Lo odiano (Esodo 20:5).

i. Il carattere amorevole, generoso e pieno di grazia di Dio non annulla la Sua giustizia. Mediante l’opera di Gesù, la giustizia di Dio è soddisfatta e la grazia e la misericordia di Dio sono elargite legittimamente.

ii. “Fino alla terza e alla quarta generazione: tipica espressione idiomatica semita per indicare continuità.” (Cole)

4. (8-9) Reazione di Mosè alla rivelazione di Dio.

E Mosè si affrettò a prostrarsi fino a terra, e adorò. Poi disse: «Deh, Signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, venga il Signore in mezzo a noi, perché questo è un popolo dal collo duro; perdona la nostra iniquità e il nostro peccato, e prendici come tua eredità».

a. E Mosè si affrettò a prostrarsi fino a terra, e adorò: La prima e principale reazione di Mosè fu quella di adorare. Quando realizziamo chi è Dio e tutto il Suo grande amore verso di noi, la cosa più pratica che questo produce in noi è adorarlo come mai prima.

i. “Gli elementi del carattere di Dio sono sorprendenti e rivelano sia la grazia che la verità. L’effetto che ebbero su Mosè fu l’adorazione e la preghiera.” (Thomas)

ii. Mosè si affrettò ad adorare. Non poté fare a meno di adorare Dio dopo aver avuto una rivelazione così chiara di chi Lui era. Quando non abbiamo una spinta irresistibile ad adorare Dio, è una chiara prova che non comprendiamo veramente chi Lui è.

b. Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, venga il Signore in mezzo a noi: Mosè chiese che la bontà, la grazia e la misericordia di Dio fossero estese a lui e alla nazione. Mosè sapeva che non le meritavano (questo è un popolo dal collo duro; perdona la nostra iniquità e il nostro peccato), ma chiese a Dio la Sua grazia e non la Sua giustizia.

i. Quando realizziamo la grandezza della bontà di Dio, non dobbiamo esitare a chiedere che ci venga estesa. Se sappiamo che Dio è buono, dobbiamo chiedergli di essere buono con noi. Se sappiamo che perdona, dobbiamo chiedergli di perdonarci. La conoscenza di Dio non è quindi un esercizio passivo. Conoscerlo ci porta a ricevere da Lui.

ii. Mosè fece un ulteriore passo avanti, non chiedendo queste cose solo per sé stesso, ma anche a nome di tutto Israele.

B. Rinnovo del patto.

1. (10-11) Quello che Dio farà per Israele.

L’Eterno rispose: «Ecco, io faccio un patto: Farò davanti a tutto il popolo prodigi, che non sono mai stati fatti su tutta la terra né in alcuna nazione; e tutto il popolo in mezzo al quale ti trovi vedrà l’opera dell’Eterno, perché è tremendo ciò che io sto per fare con te. Osserva ciò che oggi ti comando: Ecco io scaccerò davanti a te gli Amorei, i Cananei, gli Hittei, i Perezei, gli Hivvei e i Gebusei».

a. Io faccio un patto: Era il patto di Dio, a cui Israele era invitato a partecipare. Egli non concordò i termini con Israele, ma li dettò al popolo attraverso Mosè.

b. Farò […] prodigi […] tutto il popolo in mezzo al quale ti trovi vedrà l’opera dell’Eterno: Il piano di Dio era di portare gloria a sé stesso davanti a tutte le nazioni (tutto il popolo) attraverso Israele e di mostrare la Sua gloria attraverso tutte le grandi cose che faceva in mezzo a loro.

i. Israele poteva scegliere in merito a queste grandi cose. O le grandi cose sarebbero state benedizioni così eccezionali che ogni nazione avrebbe saputo che solo Dio aveva potuto benedire Israele (come nel caso di Salomone), oppure, le grandi cose sarebbero state maledizioni così orribili che ogni nazione avrebbe saputo che Dio aveva castigato Israele e, ciononostante, lo aveva preservato come nazione (come nel caso dell’esilio). In ogni caso, Dio sarebbe stato glorificato attraverso Israele di fronte alle nazioni.

ii. Di certo, Dio aveva promesso di fare qualcosa di tremendo con Israele. Per il loro bene era essenziale che obbedissero a Dio (osserva ciò che oggi ti comando) e godessero delle benedizioni dell’obbedienza del patto.

iii. Farò […] prodigi: “Sembra un riferimento a ciò che Dio avrebbe fatto nel metterli in possesso della terra di Canaan, facendo crollare le mura di Gerico, fermando e il sole e la luna [e così via].” (Clarke)

c. Io scaccerò: Dio promise di fare ciò che Israele non avrebbe potuto fare da solo: scacciare le nazioni di Canaan, permettendo a Israele di prendere possesso di ciò che Dio aveva promesso di dargli.

2. (12-16) Israele deve essere separato dai Cananei nel culto, nella politica, nella comunione e nel matrimonio.

«Guardati dal fare alcuna alleanza con gli abitanti del paese nel quale stai per andare, perché non sia un laccio in mezzo a te; ma demolite i loro altari, frantumate le loro colonne sacre e abbattete le loro immagini, (perché non ti prostrerai ad altro dio, poiché l’Eterno, il cui nome è “il Geloso”, è un Dio geloso). Non fare alcuna alleanza con gli abitanti del paese perché, quando essi si prostituiscono ai loro dèi ed offrono sacrifici ai loro dèi, qualcuno di essi ti inviti e tu mangi dei loro sacrifici, e prenda delle loro figlie per i tuoi figli, e le loro figlie si prostituiscano ai loro dèi e inducano i tuoi figli a prostituirsi ai loro dèi».

a. Demolite i loro altari, frantumate le loro colonne sacre e abbattete le loro immagini: Come già affermato in Esodo 23:24, la cultura dei Cananei era così corrotta da non poter essere redenta. Dio non voleva che Israele adottasse nessuna delle pratiche peccaminose presenti nella cultura dei popoli della terra promessa.

i. “Adorare una statua chiamandola YHWH non vuol dire adorare YHWH.” (Cole)

b. Essi si prostituiscono ai loro dèi ed offrono sacrifici ai loro dèi: Esisteva un legame evidente tra il culto degli dèi cananei e l’immoralità sessuale. Molte delle divinità cananee erano divinità della fertilità e venivano adorate con prostitute rituali e sesso.

3. (17) Israele deve rinunciare all’idolatria.

«Non ti farai dèi di metallo fuso».

a. Dèi di metallo fuso: La ripetizione di questo comando (lo troviamo in Esodo 20:4, il secondo comandamento) aveva un significato particolare alla luce del disastro del vitello d’oro. Nessuna immagine di ferro fuso poteva avvicinarsi alla gloria di Dio, nemmeno parzialmente a quella che Mosè aveva visto sul Monte Sinai.

4. (18) Israele deve osservare la festa degli azzimi.

«Osserverai la festa degli azzimi. Per sette giorni mangerai pane senza lievito come ti ho ordinato nel tempo stabilito nel mese di Abib, poiché nel mese di Abib tu sei uscito dall’Egitto».

a. La festa degli azzimi: Menzionata per la prima volta in Esodo 12:14-20, questa festa parlava della purezza che Dio desiderava in Israele davanti a Lui, quando tutto il lievito – simbolo del peccato – veniva eliminato e Israele camminava in una purezza simbolica.

5. (19-26) Varie leggi, per lo più riguardanti la separazione di Israele dalle altre nazioni e la consacrazione al Signore.

«Chiunque apre il grembo è mio; e mio è ogni primo parto maschio di tutto il tuo bestiame, sia bovino che ovino. Ma riscatterai con un agnello il primo nato dell’asino; se non lo vuoi riscattare, gli romperai il collo. Riscatterai pure ogni primogenito dei tuoi figli. Nessuno comparirà davanti a me a mani vuote. Lavorerai sei giorni; ma il settimo giorno ti riposerai: ti riposerai anche al tempo dell’aratura e della mietitura. Celebrerai la festa delle settimane, e cioè, delle primizie della mietitura del grano e la festa della raccolta alla fine dell’anno. Tre volte all’anno comparirà ogni vostro maschio davanti al Signore, l’Eterno, il DIO d’Israele. Poiché io scaccerò nazioni davanti a te e allargherò i tuoi confini, e nessuno desidererà il tuo paese, quando salirai tre volte all’anno, per comparire davanti all’Eterno, il tuo DIO. Non offrirai con pane lievitato il sangue della vittima immolata a me; il sacrificio della festa di Pasqua non sarà lasciato fino al mattino. Porterai alla casa dell’Eterno, il tuo DIO, le primizie dei primi frutti della tua terra. Non cuocerai il capretto nel latte di sua madre».

a. Chiunque apre il grembo è mio: Dio ripete la legge riguardante i primogeniti e la loro dedicazione a Lui, enunciata per la prima volta in Esodo 13:11-13 e Esodo 22:29-30.

b. Nessuno comparirà davanti a me a mani vuote: Questo comandamento è inserito nel contesto sia del lavoro quotidiano (lavorerai sei giorni) sia dell’osservanza delle festività (celebrerai la festa). L’idea è che ognuno doveva avere un lavoro e qualcosa da offrire al Signore.

i. È opportuno che la creatura onori il Creatore facendo offerte a Lui. È ancora più opportuno che i redenti onorino il loro Redentore in questo modo.

c. Tre volte all’anno comparirà ogni vostro maschio davanti al Signore: Dio comandò che in occasione di tre feste annuali (Pasqua, Festa delle Settimane e Festa delle Capanne), tutti gli Israeliti si riunissero davanti al Signore (Esodo 23:14-17). Qui Dio promise anche di proteggerli in modo soprannaturale mentre si recavano alle feste (nessuno desidererà il tuo paese, quando salirai tre volte all’anno, per comparire davanti all’Eterno, il tuo DIO).

i. Nessuno desidererà il tuo paese, quando salirai: “Quale prova evidente della potenza e della provvidenza speciale di Dio! Quanto sarebbe stato facile per le nazioni circostanti prendere possesso dell’intero territorio israelita, con tutte le sue città recintate, quando non c’era nessuno a proteggerle se non donne e bambini! Non era forse questa una prova inconfutabile dell’origine divina della loro religione?”. (Clarke)

d. Non offrirai con pane lievitato il sangue della vittima immolata a me: Spesso nella Bibbia il lievito è un’immagine del peccato ed è per questo che era proibito aggiungere del lievito al sangue del sacrificio (come già visto in Esodo 23:18).

e. Porterai alla casa dell’Eterno, il tuo DIO, le primizie dei primi frutti della tua terra: Quando Israele entrò in Canaan, gli fu affidata la responsabilità di offrire a Dio altre primizie, oltre a quelle che dovevano offrire normalmente (Esodo 23:16). Dare a Dio i primi e i migliori frutti Lo onorava come Colui che, nella Sua bontà, provvede ogni cosa.

f. Non cuocerai il capretto nel latte di sua madre: Questo comandamento è una ripetizione di Esodo 23:19 e proibiva di imitare i crudeli rituali di fertilità pagani praticati dai Cananei.

6. (27-28) A Mosè viene ordinato di scrivere e viene miracolosamente sostentato sul Sinai.

Poi l’Eterno disse a Mosè: «Scrivi queste parole, perché sul fondamento di queste parole io ho contratto alleanza con te e con Israele». Così Mosè rimase là con l’Eterno quaranta giorni e quaranta notti; non mangiò pane né bevve acqua. E l’Eterno scrisse sulle tavole le parole del patto, i dieci comandamenti.

a. Scrivi queste parole: Poiché il patto di Dio con Israele si basava su queste e altre parole, era importante che Mosè le scrivesse. Non dovevano essere lasciate solo alla memoria.

b. Così Mosè rimase là con l’Eterno quaranta giorni e quaranta notti; non mangiò pane né bevve acqua: Il digiuno di Mosè fu assolutamente unico e soprannaturale. È sicuramente possibile (e notevole) per qualcuno vivere senza cibo per 40 giorni, ma è un miracolo stare senza acqua per così tanto tempo. Questo tipo di digiuno non viene mai ripetuto né raccomandato nelle Scritture.

i. “È impossibile esagerare le cose stupende suggerite da questa semplice affermazione.” (Morgan) Era una prova evidente che l’uomo non vive di solo pane, ma di ogni parola che procede dalla bocca di Dio.

c. L’Eterno scrisse sulle tavole le parole del patto, i dieci comandamenti: Le stesse tavole che furono poi messe nell’arca del patto (Deuteronomio 10:5).

C. Il volto splendente di Mosè.

1. (29-30) Il volto di Mosè risplende quando scende dal Monte Sinai.

Or Mosè, quando scese dal monte Sinai (scendendo dal monte Mosè aveva in mano le due tavole della testimonianza), non sapeva che la pelle del suo volto era divenuta raggiante, perché era stato a parlare con l’Eterno. Così, quando Aaronne e tutti i figli d’Israele videro Mosè, ecco che la pelle del suo volto era raggiante ed essi avevano paura di avvicinarsi a lui.

a. Mosè […] non sapeva che la pelle del suo volto era divenuta raggiante, perché era stato a parlare con l’Eterno: La stretta comunione con Dio aveva avuto un impatto fisico su Mosè. Il suo volto aveva un aspetto splendente, così evidente che sia i capi che il popolo d’Israele avevano paura di avvicinarsi a lui.

i. Dopo un digiuno così straordinario ci saremmo aspettati che Mosè apparisse pallido e malaticcio. A quanto pare, invece, il suo volto era raggiante di una radiosità e di una gloria così grandi da far esitare gli altri ad avvicinarsi a lui.

ii. È vero che una vita vissuta insieme a Dio influisce sull’aspetto fisico, soprattutto sul viso. La pace, la gioia, l’amore e la bontà di Dio dovrebbero essere visibili sul volto di chi segue Gesù. Tuttavia, ciò che Mosè sperimentò sembra andare al di là di questo principio generale e derivava direttamente dalla sua straordinaria comunicazione con Dio (la pelle del suo volto era divenuta raggiante, perché era stato a parlare con l’Eterno).

iii. Lo splendore del volto di Mosè era uno splendore riflesso, una gloria ricevuta. La fonte era il volto di Dio e, poiché Mosè parlava direttamente con Dio, il suo volto ricevette un po’ dello splendore di questa gloria. “Il volto di Mosè risplendeva perché aveva contemplato a lungo il volto di Dio.” (Spurgeon)

b. Mosè […] non sapeva che la pelle del suo volto era divenuta raggiante: Sorprendentemente, Mosè non lo sapeva. Non era consapevole della grandezza della propria radiosità spirituale, perché era un uomo sinceramente e profondamente umile (Numeri 12:3).

i. “Se le persone si rendono conto di essere superiori agli altri e se ne vantano, è certo che non hanno mai visto la bellezza della santità di Dio e non hanno una chiara conoscenza della condizione del proprio cuore.” (Meyer)

ii. Nella Bibbia leggiamo solo di due uomini il cui volto risplendeva in questo modo: Mosè e Stefano (Atti 6:15), entrambi uomini umili. “Temo, fratelli, che Dio non possa permettersi di far brillare i nostri volti: diventeremmo troppo orgogliosi. Occorre uno spirito molto mite e umile per portare lo splendore di Dio.” (Spurgeon)

iii. “Preghiamo sempre: “Signore, fa’ che il mio volto risplenda”, ma Mosè non ha mai avuto questo desiderio e, quindi, non si è reso conto del bagliore del suo viso. Non aveva fatto piani per un tale onore. Non tendiamo trappole alla reputazione personale e stiamo lontani da pensieri di questo genere.” (Spurgeon)

2. (31-32) Mosè riferisce il patto di Dio ai leader di Israele.

Ma Mosè li chiamò ed Aaronne e tutti i capi dell’assemblea ritornarono da lui, e Mosè parlò loro. Dopo di che, tutti i figli d’Israele si avvicinarono, ed egli ordinò loro di fare tutto ciò che l’Eterno gli aveva detto sul monte Sinai.

a. Mosè li chiamò ed Aaronne e tutti i capi dell’assemblea ritornarono da lui: Si erano tutti allontanati da Mosè, perché lo splendore del suo volto li intimoriva profondamente. Dovette convincerli a tornare: prima i capi, poi tutti i figli d’Israele si avvicinarono.

b. Ed egli ordinò loro di fare tutto ciò che l’Eterno gli aveva detto sul monte Sinai: Sul Sinai Mosè aveva sperimentato una comunione con Dio gloriosa e che lo trasformò. Tuttavia, scendendo verso il popolo, fu ancora una volta coinvolto direttamente nell’opera di governo e di guida.

i. “Da quell’esperienza tornò non con l’atteggiamento di un sognatore, che pensava e parlava sempre di un’estasi passata, ma per essere, come mai prima, un uomo operativo, che dirigeva e controllava tutta la vita terrena secondo le norme ricevute sul monte.” (Morgan)

3. (33-35) Il velo sul volto di Mosè.

Come Mosè ebbe finito di parlare con loro, mise un velo sul suo volto. Quando però Mosè entrava davanti all’Eterno per parlare con lui, si toglieva il velo finché usciva fuori; uscendo fuori, diceva ai figli d’Israele ciò che gli era stato comandato. I figli d’Israele, guardando la faccia di Mosè, vedevano che la pelle di Mosè era raggiante; poi Mosè rimetteva il velo sul suo volto, fino a quando entrava a parlare con l’Eterno.

a. Mise un velo sul suo volto […] Quando però Mosè entrava davanti all’Eterno per parlare con lui, si toglieva il velo: Alla presenza di Dio (presumibilmente nella sua tenda, che era diventata la tenda di convegno, secondo Esodo 33:7), Mosè toglieva il velo. Quando però era con il popolo, rimetteva il velo sul suo volto.

b. Mise un velo sul suo volto: È facile pensare che Mosè indossasse il velo per evitare che il popolo avesse paura di avvicinarsi a lui (Esodo 34:30), o che lo scopo del velo fosse quello di proteggere gli altri dallo splendore del volto di Mosè. Tuttavia, l’apostolo Paolo spiega il vero scopo del velo: non per nascondere il volto splendente di Mosè, ma perché non si osservasse l’affievolimento della gloria del suo volto.

i. Mosè, che si metteva un velo sul proprio volto, affinché i figli d’Israele non fissassero il loro sguardo sulla fine di ciò che doveva essere annullato (2 Corinzi 3:13). L’Antico Patto aveva una sua gloria, ma era una gloria che stava svanendo. Dio non voleva che la gente vedesse la gloria dell’Antico Patto svanire e perdesse la fiducia in Mosè.

ii. L’Antico Patto era grande e glorioso, ma era come sbiadito in confronto al Nuovo Patto. Una luminosa luna autunnale può sembrare bella e fare molta luce, ma non è nulla in confronto al sole di mezzogiorno.

c. La pelle di Mosè era raggiante: In ebraico il termine raggiante significa letteralmente “emettere raggi” (Cole), ma era anche collegato a un sostantivo ebraico che significa “corno”. È questa la ragione della traduzione errata della Vulgata, che rende l’espressione con “aveva le corna”, e il motivo per cui nella maggior parte delle opere d’arte medievali Mosè è raffigurato con un paio di corna sulla testa.

©1996–presente Il Commentario Biblico Enduring Word di David Guzik

Iscriviti per ricevere il devozione settimanale di David Guzik o la nostra newsletter mensile

* campi obbligatori
Iscriviti
© Copyright - Enduring Word       |      Site Hosted & Maintained by Local View Digital Marketing    |    Privacy Policy
  • Link to X
  • Link to Facebook
  • Link to Instagram
  • Link to Youtube
Scroll to top Scroll to top Scroll to top

Our website uses cookies to store user preferences. By proceeding, you consent to our cookie usage. Please see our Privacy Policy for cookie usage details.

Privacy PolicyOK

Cookie and Privacy Settings



How we use cookies

We may request cookies to be set on your device. We use cookies to let us know when you visit our websites, how you interact with us, to enrich your user experience, and to customize your relationship with our website.

Click on the different category headings to find out more. You can also change some of your preferences. Note that blocking some types of cookies may impact your experience on our websites and the services we are able to offer.

Essential Website Cookies

These cookies are strictly necessary to provide you with services available through our website and to use some of its features.

Because these cookies are strictly necessary to deliver the website, refusing them will have impact how our site functions. You always can block or delete cookies by changing your browser settings and force blocking all cookies on this website. But this will always prompt you to accept/refuse cookies when revisiting our site.

We fully respect if you want to refuse cookies but to avoid asking you again and again kindly allow us to store a cookie for that. You are free to opt out any time or opt in for other cookies to get a better experience. If you refuse cookies we will remove all set cookies in our domain.

We provide you with a list of stored cookies on your computer in our domain so you can check what we stored. Due to security reasons we are not able to show or modify cookies from other domains. You can check these in your browser security settings.

Google Analytics Cookies

These cookies collect information that is used either in aggregate form to help us understand how our website is being used or how effective our marketing campaigns are, or to help us customize our website and application for you in order to enhance your experience.

If you do not want that we track your visit to our site you can disable tracking in your browser here:

Other external services

We also use different external services like Google Webfonts, Google Maps, and external Video providers. Since these providers may collect personal data like your IP address we allow you to block them here. Please be aware that this might heavily reduce the functionality and appearance of our site. Changes will take effect once you reload the page.

Google Webfont Settings:

Google Map Settings:

Google reCaptcha Settings:

Vimeo and Youtube video embeds:

Other cookies

The following cookies are also needed - You can choose if you want to allow them:

Privacy Policy

You can read about our cookies and privacy settings in detail on our Privacy Policy Page.

Privacy Policy
Accept settingsHide notification only