Esodo 37 – Costruzione degli Arredi del Tabernacolo
A. Gli arredi del luogo santissimo.
1. (1-5) L’arca del patto (come ordinato e descritto in Esodo 25:10-16).
Poi Betsaleel fece l’arca di legno di acacia, lunga due cubiti e mezzo, larga un cubito e mezzo e alta un cubito e mezzo. E la rivestì d’oro puro di dentro e di fuori, e le fece una ghirlanda d’oro che le girava tutt’intorno. Fuse quindi per essa quattro anelli d’oro e li mise ai suoi quattro piedi: due anelli da un lato e due anelli dall’altro lato. Fece anche delle stanghe di legno di acacia e le rivestì d’oro. Poi fece passare le stanghe per gli anelli ai lati dell’arca, per portare l’arca.
2. (6-9) Il propiziatorio (il coperchio d’oro dell’arca del patto, come ordinato e descritto in Esodo 25:17-22).
Fece anche un propiziatorio d’oro puro, lungo due cubiti e mezzo e largo un cubito e mezzo. Fece due cherubini d’oro; li fece lavorati al martello, alle due estremità del propiziatorio: un cherubino a una estremità e un cherubino all’altra estremità; fece i cherubini di un sol pezzo col propiziatorio alle sue estremità. I cherubini avevano le ali spiegate in alto, in modo da coprire il propiziatorio con le ali; erano rivolti l’uno verso l’altro, mentre le facce dei cherubini erano volte verso il propiziatorio.
B. Gli arredi del luogo santo.
1. (10-16) La tavola dei pani della presentazione (come ordinato e descritto in Esodo 25:23-30).
Fece anche la tavola di legno d’acacia lunga due cubiti, larga un cubito e alta un cubito e mezzo. La rivestì d’oro puro e le fece tutt’intorno una ghirlanda d’oro. E le fece tutt’intorno un bordo alto un palmo di mano e intorno a questo bordo fece una ghirlanda d’oro. E fuse per essa quattro anelli d’oro e mise gli anelli ai quattro angoli, che sono ai quattro piedi della tavola. Gli anelli erano vicini al bordo per farvi passare le stanghe destinate a portare la tavola. Fece le stanghe di legno di acacia e le rivestì d’oro; esse dovevano servire a portare la tavola. Fece anche gli utensili da mettere sulla tavola d’oro puro: i suoi piatti, le sue coppe, le sue tazze e i suoi calici con cui si fanno le libazioni.
2. (17-24) Il candelabro d’oro (come ordinato e descritto in Esodo 25:31-40).
Fece anche il candelabro d’oro puro; fece il candelabro lavorato al martello; il suo piede, il suo tronco, i suoi calici, i suoi pomi e i suoi fiori erano tutti di un sol pezzo. Dai suoi lati uscivano sei braccia: tre braccia del candelabro da un lato e tre braccia del candelabro dall’altro; su un braccio c’erano tre calici in forma di mandorla, con un pomo e un fiore; e sull’altro braccio tre calici in forma di mandorla con un pomo e un fiore. Lo stesso era per le sei braccia che uscivano dal candelabro. E nel tronco del candelabro vi erano quattro calici in forma di mandorla, coi loro pomi e i loro fiori. C’era un pomo sotto le due prime braccia uscenti da esso, un pomo sotto le altre due braccia uscenti da esso, e un pomo sotto le due ultime braccia uscenti da esso; così per le sei braccia uscenti del candelabro. Questi pomi e queste braccia formavano un sol pezzo col candelabro; il tutto era d’oro puro lavorato col martello. Fece pure le sue sette lampade, i suoi smoccolatoi e i suoi portasmoccolature, d’oro puro. Per fare il candelabro con tutti i suoi utensili impiegò un talento d’oro puro.
3. (25-28) L’altare dell’incenso (come ordinato e descritto in Esodo 30:1-10).
Poi fece l’altare dell’incenso in legno di acacia; era di un cubito di lunghezza e di un cubito di larghezza; era quadrato e aveva un’altezza di due cubiti; i suoi corni formavano un sol pezzo con esso. E lo rivestì d’oro puro: la sua parte superiore, i suoi lati tutt’intorno e i suoi corni; e gli fece tutt’intorno una ghirlanda d’oro. Gli fece pure due anelli d’oro, sotto la ghirlanda ai suoi due lati; li mise ai suoi due lati per passarvi le stanghe, con le quali portarlo. E fece le stanghe di legno di acacia e le rivestì d’oro.
4. (29) L’olio per l’unzione e l’incenso (come ordinato e descritto in Esodo 30:22-38).
Poi fece l’olio santo per l’unzione e l’incenso profumato, puro, secondo l’arte del profumiere.
©1996–presente Il Commentario Biblico Enduring Word di David Guzik
