Esodo 35 – Le Offerte per il Tabernacolo
A. L’invito a ricevere l’offerta.
1. (1-3) Il comando di osservare il sabato.
Mosè convocò tutta l’assemblea dei figli d’Israele e disse loro: «Queste sono le cose che l’Eterno ha ordinato di fare. Si lavorerà sei giorni, ma il settimo giorno sarà per voi un giorno santo, un sabato di riposo, consacrato all’Eterno. Chiunque fa qualche lavoro in esso sarà messo a morte. Non accenderete il fuoco in alcuna delle vostre abitazioni il giorno del sabato».
a. Si lavorerà sei giorni, ma il settimo giorno sarà per voi un giorno santo, un sabato di riposo, consacrato all’Eterno: Nei capitoli seguenti Israele avrà molto lavoro da fare per costruire una tenda di convegno complessa e che rispecchi il modello ricevuto. Prima di tutto, però, viene loro ricordato di entrare nel riposo di Dio osservando il sabato.
i. Lo stesso principio vale per il nostro cammino con Dio. Tutto ciò che facciamo per il Signore deve nascere dal nostro riposo in Lui e dal riposo nella Sua opera compiuta per noi.
b. Chiunque fa qualche lavoro in esso sarà messo a morte: Si trattava di una chiamata rigorosa all’obbedienza. Prima di avviarsi alla costruzione del tabernacolo, Dio chiamò Israele a un’opera di semplice obbedienza, un’obbedienza, per così dire, di base, un prerequisito essenziale prima di mettersi all’opera per il Signore.
i. “Perché era necessario fare riferimento così spesso al sabato? (Esodo 16:23-30; 20:8-11; 23:12; 31:13-17). L’osservanza era la migliore garanzia di una continua fedeltà a Dio.” (Thomas)
ii. La lingua ebraica ha due parole per indicare il lavoro: avodah e melachah. Avodah è un termine generale che significa lavoro, mentre melachah è una parola più legata agli affari e alle cose specificamente proibite in giorno di sabato. Si potrebbe dire che in questo caso Dio permise di svolgere alcuni lavori (avodah) durante il sabato, ma vietò altri tipi di occupazione, soprattutto quelle legate al commercio (melachah).
iii. Non accenderete il fuoco: “Gli Ebrei intendono questo precetto come un divieto di accendere il fuoco solo per lavorare o per preparare le provviste; per dare invece luce e calore, ritengono lecito accendere un fuoco in giorno di sabato.” (Clarke)
2. (4-9) L’offerta dei materiali necessari per la costruzione del tabernacolo.
Poi Mosè parlò a tutta l’assemblea dei figli d’Israele e disse: «Questo è ciò che l’Eterno ha ordinato, dicendo: “Prendete tra di voi un’offerta all’Eterno; chiunque è di cuore generoso recherà un’offerta all’Eterno: oro, argento e bronzo, stoffe di colore violaceo, porporino e scarlatto, lino fino e pelo di capra, pelli di montone tinte in rosso, pelli di tasso e legno d’acacia, olio per la luce del candelabro e aromi per l’olio dell’unzione e per l’incenso aromatico, pietre di onice e pietre da incastonare per l’efod e per il pettorale”».
a. Questo è ciò che l’Eterno ha ordinato: Era giunto il tempo di fare ciò che il Signore aveva ordinato inizialmente a Mosè in Esodo 25-31, per quanto riguarda la costruzione del tabernacolo e dei suoi arredi.
i. “Se si tratta di una ripetizione, è voluta, per impartire la lezione della fedeltà di Mosè nell’eseguire le istruzioni di Dio (Esodo 25:9).” (Cole)
b. Prendete tra di voi un’offerta all’Eterno; chiunque è di cuore generoso recherà un’offerta all’Eterno: L’offerta derivava da un ordine di Dio, non dall’abilità di Mosè nel raccogliere fondi. È così che Dio incanala normalmente le risorse per la Sua opera, attraverso i doni del Suo popolo con un cuore generoso.
i. Sebbene Dio potesse far apparire miracolosamente il denaro e i materiali necessari, scelse di finanziare la Sua opera attraverso la generosità del Suo popolo. Egli opera così perché vuole che siamo persone generose.
ii. Ritroviamo lo stesso pensiero in 2 Corinzi 9:7: Ciascuno faccia come ha deliberato nel suo cuore, non di malavoglia né per forza, perché Dio ama un donatore allegro.
c. Oro, argento e bronzo, stoffe di colore violaceo, porporino e scarlatto, lino fino e pelo di capra, pelli di montone tinte in rosso: Questi erano i materiali necessari per la costruzione del tabernacolo come comandato in Esodo 25-31.
3. (10-19) Coordinamento della manodopera e pianificazione dei lavori per il tabernacolo.
«“Chiunque tra di voi ha dell’abilità, venga e faccia tutto ciò che l’Eterno ha ordinato: il tabernacolo, la sua tenda e la copertura, i suoi fermagli, le sue assi, le sue traverse, le sue colonne e le sue basi, l’arca, le sue stanghe, il propiziatorio e il velo di copertura dell’arca, la tavola e le sue stanghe, tutti i suoi utensili e il pane della presentazione; il candelabro per la luce e i suoi utensili, le sue lampade e l’olio per la luce del candelabro; l’altare dell’incenso e le sue stanghe, l’olio dell’unzione, l’incenso aromatico e la cortina d’ingresso all’entrata del tabernacolo, l’altare degli olocausti con la sua griglia di bronzo, le sue stanghe e tutti i suoi utensili, la conca e la sua base, i tendaggi del cortile, le sue colonne e le loro basi, e la cortina all’ingresso del cortile; i piuoli del tabernacolo, i piuoli del cortile e le loro funi; le vesti finemente tessute per fare il servizio nel luogo santo, le vesti sacre per il sacerdote Aaronne e le vesti dei suoi figli per servire come sacerdoti”».
a. Chiunque tra di voi ha dell’abilità, venga e faccia tutto ciò che l’Eterno ha ordinato: Dio ordinò che la manodopera per la costruzione del tabernacolo e dei suoi arredi fosse affidata a chi fra il popolo aveva delle abilità.
b. Il tabernacolo, la sua tenda e la copertura: In questa lista troviamo gli articoli del tabernacolo che erano da realizzare, in ripetizione di Esodo 25-31.
4. (20-29) Presentazione dell’offerta per la costruzione del tabernacolo.
Allora tutta l’assemblea dei figli d’Israele si allontanò dalla presenza di Mosè. Così tutti quelli che erano mossi dal loro cuore e tutti quelli che erano spinti dal loro spirito, vennero a portare l’offerta all’Eterno per l’opera della tenda di convegno, per tutto il suo servizio e per le vesti sacre. Vennero uomini e donne, quelli che erano di cuore generoso, e portarono fermagli, orecchini, anelli da sigillare e braccialetti, ogni sorta di gioielli d’oro; ognuno portò qualche offerta d’oro all’Eterno. E tutti quelli che avevano delle stoffe di color violaceo, porporino, scarlatto, o lino fino, o pelo di capra, o pelli di montone di color rosso, o pelli di tasso, li portarono. Chiunque poteva fare un’offerta d’argento o di bronzo, portò l’offerta consacrata all’Eterno; e chiunque aveva del legno di acacia per qualche lavoro destinato al servizio, lo portò. Tutte le donne abili filarono con le proprie mani e portarono i loro filati di color violaceo, porporino, scarlatto, e del lino fino. E tutte le donne che erano mosse dal loro cuore ed avevano delle abilità, filarono del pelo di capra. I capi del popolo portarono pietre di onice e pietre da incastonare per l’efod e per il pettorale, aromi e olio per la luce del candelabro, per l’olio dell’unzione e per l’incenso aromatico. Tutti i figli d’Israele, uomini e donne, che erano mossi dal cuore a portare qualcosa per tutta l’opera che l’Eterno aveva comandato di fare per mezzo di Mosè, recarono all’Eterno delle offerte volontarie.
a. Tutta l’assemblea dei figli d’Israele si allontanò dalla presenza di Mosè: Dopo aver chiesto loro di donare, Mosè li mandò a casa per decidere cosa avrebbero offerto, a dimostrazione del fatto che Mosè non si servì di tecniche di manipolazione, come ad esempio chiedere alle persone di prendere decisioni rapide e pubbliche in merito alle loro donazioni. La richiesta di Mosè era priva di ogni forma di manipolazione.
i. Mosè non istituì una gara tra una tribù e l’altra per vedere quale tribù fosse in grado di raccogliere più denaro, o altre sciocchezze del genere. Era Dio che stava operando nei cuori del popolo.
b. Tutti quelli che erano mossi dal loro cuore […] tutti quelli che erano spinti dal loro spirito […] quelli che erano di cuore generoso […] tutte le donne che erano mosse dal loro cuore […] che erano mossi dal cuore a portare qualcosa per tutta l’opera che l’Eterno: L’idea di libertà e di assenza di costrizione nel presentare l’offerta viene ripetuta e messa in risalto.
i. “Ripetutamente si fa riferimento alla disponibilità del popolo (vv. 21, 22, 26, 29; 36:2).” (Kaiser)
ii. Nonostante la buona disposizione del loro cuore, gli Israeliti non sapevano cosa, quando e come dare finché non fu Mosè a guidarli. I cuori ben disposti hanno comunque bisogno che venga loro detto quando c’è un bisogno e in che modo possono rispondere a tale necessità.
c. L’offerta all’Eterno […] qualche offerta d’oro all’Eterno […] L’offerta consacrata all’Eterno […] mossi dal cuore a portare qualcosa per tutta l’opera che l’Eterno: Era, inoltre, chiaro a Chi offrissero esattamente la loro offerta: al Signore, non a Mosè né tantomeno alla nazione.
d. Uomini e donne […] ognuno […] tutti quelli che avevano delle stoffe di color violaceo, porporino, scarlatto […] chiunque aveva del legno di acacia […] tutte le donne abili […] tutte le donne che erano mosse dal loro cuore ed avevano delle abilità […] i capi del popolo portarono pietre di onice: Qui vediamo quanti in Israele offrirono per lo svolgimento dei lavori. Non diedero solo i ricchi, ma chiunque ne avesse le possibilità e avesse un cuore disposto, e c’erano tanti cuori disposti.
i. “Tutti hanno una parte nella costruzione del santuario di YHWH e, se ognuno non fa la sua parte, esso non può essere completato (cfr. Efesini 4:16).” (Cole)
ii. Il popolo dava quello che poteva. Non tutti potevano dare oro o gemme preziose, ma potevano dare del pelo di capra. Se fatto con il cuore giusto, un dono di peli di capra può essere altrettanto gradito agli occhi di Dio quanto un dono d’oro.
B. Coordinamento della costruzione del tabernacolo.
1. (30-35) La chiamata di Betsaleel e Oholiab.
Mosè disse ai figli d’Israele: «Vedete, l’Eterno ha chiamato per nome Betsaleel, figlio di Uri, figlio di Hur, della tribù di Giuda, e lo ha ripieno dello Spirito di DIO, di sapienza, d’intelligenza e di conoscenza e di ogni abilità, per ideare disegni artistici, per lavorare l’oro, l’argento e il bronzo, per scolpire pietre da incastonare, per intagliare il legno e per eseguire ogni sorta di lavori d’arte. Ha anche messo in cuore l’abilità d’insegnare, a lui e a Oholiab, figlio di Ahisamak, della tribù di Dan. Li ha ripieni della sapienza di cuore per eseguire ogni sorta di lavori di intagliatore, di disegnatore, di ricamatore e di tessitore, in color violaceo, porporino, scarlatto, e di lino fino, in grado di eseguire qualunque lavoro e di ideare disegni artistici».
a. Lo ha ripieno dello Spirito di DIO, di sapienza, d’intelligenza e di conoscenza e di ogni abilità: Dio scelse Betsaleel e Oholiab come appaltatori generali del progetto di costruzione. Per realizzare l’opera li equipaggiò con una speciale effusione dello Spirito Santo.
b. In grado di eseguire qualunque lavoro e di ideare disegni artistici: I responsabili dell’opera di costruzione del tabernacolo ebbero un’ispirazione unica da parte dello Spirito Santo per svolgere un lavoro così importante e pratico. Poiché Dio voleva che il lavoro fosse fatto secondo un certo modello (Esodo 25:9), era logico che desse ad alcuni abilità speciali per svolgerlo.
2. (36:1) Il coordinamento dei lavori.
«Ora Betsaleel e Oholiab e tutti gli uomini abili, nei quali l’Eterno ha messo sapienza e intelligenza per saper eseguire tutti i lavori per il servizio del santuario, faranno secondo tutto ciò che l’Eterno ha ordinato».
a. Tutti gli uomini abili […] faranno secondo tutto ciò che l’Eterno ha ordinato: Spettava agli operai diretti da Betsaleel e Oholiab seguire le istruzioni del Signore.
©1996–presente Il Commentario Biblico Enduring Word di David Guzik
