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Esodo 27 – Il Cortile del Tabernacolo

A. L’altare degli olocausti.

1. (1-2) La struttura di base dall’altare di bronzo.

«Farai anche un altare di legno di acacia, lungo cinque cubiti e largo cinque cubiti; l’altare sarà quadrato e avrà tre cubiti di altezza. Farai ai suoi quattro angoli dei corni, che formeranno un tutt’uno con esso; e lo rivestirai di bronzo».

a. Farai anche un altare: Il significato della parola ebraica altare è essenzialmente “luogo di uccisione”. Era un luogo di morte e di sacrificio, dove si espiava il peccato e si segnava la consacrazione a Dio.

i. “Questo era l’unico altare sacrificale del santuario di Israele nei primi tempi: sui suoi ‘corni’ veniva cosparso il sangue per l’espiazione cerimoniale e su di esso venivano deposti gli ‘olocausti’ o le ‘offerte arse per intero’. Ai suoi lati venivano versate libazioni e il sangue veniva versato su di esso.” (Cole)

ii. Con il Nuovo Patto anche noi abbiamo un altare: Noi abbiamo un altare del quale non hanno diritto di mangiare quelli che servono al tabernacolo (Ebrei 13:10). Il nostro altare – il nostro “luogo di uccisione” – è la croce, dove Gesù è morto per i nostri peccati e dove noi lo seguiamo morendo a noi stessi e vivendo per Gesù.

iii. Deponiamo la nostra vita su quello stesso altare: Io sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me; e quella vita che ora vivo nella carne, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me […] Ma quanto a me, non avvenga mai che io mi vanti all’infuori della croce del Signor nostro Gesù Cristo, per la quale il mondo è crocifisso a me e io al mondo. (Galati 2:20, 6:14)

b. Farai anche un altare di legno di acacia […] lo rivestirai di bronzo: L’altare era una struttura a forma di scatola e, grazie alla sua copertura di bronzo, poteva resistere alle alte temperature. L’altare aveva una superficie quadrata di 2,5 metri e un’altezza di 1,5 metri.

i. Per anni, i lati di questo altare furono di bronzo liscio e lucente. Ma Numeri 16 descrive la ribellione di Kore, che sfidò la leadership di Mosè: Avete oltrepassato i limiti, perché tutta l’assemblea è santa […] perché dunque vi innalzate sopra l’assemblea dell’Eterno? (Numeri 16:3). Confermando la guida di Mosè, Dio giudicò Kore e i suoi seguaci e fece sì che la terra si spaccasse e inghiottisse tutti i ribelli. Il Signore ordinò allora ai sacerdoti di prendere gli incensieri di bronzo tenuti da Kore e dai suoi seguaci, di martellarli e di ricoprire con essi l’altare degli olocausti, affinché servissero di ricordo ai figli d’Israele (Numeri 16:40).

ii. Da quel momento in poi, ogni volta che qualcuno si avvicinava all’altare dell’olocausto, notava la finitura ruvida e martellata del bronzo, ricordando la ribellione di Kore e il giudizio di Dio su di lui e su coloro che lo avevano seguito.

c. Farai ai suoi quattro angoli dei corni: Sull’altare dovevano esserci dei corni, in modo che l’altare si “protendesse” verso tutte le direzioni. I corni erano anche considerati una dimostrazione di forza e di potenza. Durante il sacrificio, il sangue espiatorio veniva applicato a ciascun corno.

i. I corni servivano “per legare le bestie che dovevano essere uccise in sacrificio (Salmo 118:27). E per indicare il potere del sacerdozio di Cristo (Abacuc 3:4).” (Trapp)

2. (3-8) Accessori per l’altare.

«Farai pure i suoi vasi per raccogliere le ceneri, le sue palette, i suoi catini, i suoi forchettoni e i suoi bracieri; tutti i suoi utensili li farai di bronzo. Gli farai pure una griglia di bronzo in forma di rete e sulla rete, ai suoi quattro angoli, farai quattro anelli di bronzo; e la porrai sotto la cornice dell’altare, nella parte inferiore, in modo che la rete si trovi a metà dell’altezza dell’altare. Farai anche delle stanghe per l’altare, stanghe di legno di acacia, e le rivestirai di bronzo. Le stanghe si faranno passare per gli anelli; e le stanghe saranno ai due lati dell’altare, quando lo si dovrà portare. Lo farai di tavole e vuoto internamente; dovrà essere fatto, come ti è stato mostrato sul monte».

a. Farai pure i suoi vasi per raccogliere le ceneri, le sue palette, i suoi catini, i suoi forchettoni e i suoi bracieri: Questi utensili servivano per la preparazione delle offerte e per la manutenzione dell’altare. Ognuno di essi era stato fabbricato appositamente per il tabernacolo, in bronzo, e ognuno era stato messo a disposizione per le attività del tabernacolo.

i. Vasi: “Per contenere la cenere intrisa di grasso quando veniva rimossa dal focolare con le palette.” (Kaiser)

ii. Catini: “Per raccogliere il sangue degli animali uccisi accanto all’altare da aspergere sulla base dell’altare.” (Kaiser)

iii. Forchettoni: “Forchettoni a tre punte per disporre il sacrificio o per prelevare la porzione del sacerdote (1 Samuele 2:13).” (Kaiser)

iv. Bracieri: “Per trasportare il fuoco dall’altare dell’incenso all’interno del luogo santo (Levitico 10:1; 16:12; 1 Re 7:50).” (Kaiser)

b. Farai pure una griglia di bronzo in forma di rete: La griglia forniva un pavimento per l’altare, in modo che le ceneri e i resti bruciati cadessero attraverso la rete di bronzo. Nella griglia si trovavano anche gli anelli e le stanghe con cui veniva trasportato l’altare.

B. Il cortile e la porta d’ingresso.

1. (9-15) I tendaggi per il perimetro del cortile.

«Farai anche il cortile del tabernacolo; dal lato sud, il cortile avrà dei tendaggi di lino fino ritorto, di cento cubiti di lunghezza per un lato, e venti colonne con le loro venti basi di bronzo; gli uncini delle colonne e le loro aste saranno d’argento. Così pure per la lunghezza del lato nord, ci saranno dei tendaggi di cento cubiti di lunghezza, con venti colonne e le loro venti basi di bronzo; gli uncini delle colonne saranno d’argento. E per la larghezza del cortile sul lato ovest, ci saranno cinquanta cubiti di tendaggi con le loro dieci colonne e le loro dieci basi. La larghezza del cortile, sul lato est, sarà pure di cinquanta cubiti. Da un lato della porta d’ingresso ci saranno quindici cubiti di tendaggi, con le loro tre colonne e le loro tre basi; e dall’altro lato ci saranno pure quindici cubiti di tendaggi con le loro tre colonne e le loro tre basi».

a. Farai anche il cortile del tabernacolo: Un sottile recinto di lino delimitava il cortile, di colore bianco. L’area di pertinenza era di 50 metri per 25 metri.

i. “Poiché la tenda occupava solo un quindicesimo [circa il 7%] dell’area del cortile, c’era molto spazio.” (Cole)

ii. “Il suo scopo era quadruplice: (1) era una barriera, in quanto impediva l’avvicinamento illecito; (2) era una protezione, che teneva lontani tutti gli animali selvatici; (3) era una linea di demarcazione netta tra il mondo e la santa presenza di Dio; e (4) con la sua unica porta, era una via di accesso a Dio.” (Kaiser)

b. Con venti colonne e le loro venti basi di bronzo: Il breve recinto di lino che circondava il cortile era sostenuto da un sistema di colonne di bronzo, venti sui lati lunghi e dieci sui lati corti del cortile di forma rettangolare, con tre colonne sul lato dell’ingresso del tabernacolo.

i. Esodo 27:18 ci dice che le colonne erano alte 2,5 metri. Ognuna aveva una base di bronzo e una parte superiore d’argento e un gancio d’argento per appendere i tendaggi.

2. (16) La porta d’ingresso del cortile.

«Per la porta d’ingresso del cortile ci sarà una cortina di venti cubiti, di filo violaceo, porporino, scarlatto e di lino fino ritorto, il lavoro di un ricamatore, con le loro quattro colonne e le loro quattro basi».

a. Per la porta d’ingresso del cortile: La porta si trovava sul lato orientale, lo stesso lato dell’ingresso della tenda del tabernacolo. Era tessuta con i quattro colori usati per la tessitura del tabernacolo: di filo violaceo, porporino, scarlatto e di lino fino ritorto.

b. Una cortina di venti cubiti: Sebbene ci fosse una sola porta d’accesso al cortile, essa era grande: 10 metri di larghezza. Era l’unico ingresso al cortile della tenda di convegno.

3. (17-19) Altri dettagli sul cortile.

«Tutte le colonne intorno al cortile saranno congiunte con delle aste d’argento; i loro uncini saranno d’argento e le loro basi di bronzo. La lunghezza del cortile sarà di cento cubiti, la larghezza di cinquanta e l’altezza di cinque cubiti, con tendaggi di lino fino ritorto e con le basi di bronzo. Tutti gli utensili destinati al servizio del tabernacolo, tutti i suoi piuoli e tutti i piuoli del cortile saranno di bronzo».

a. Tutte le colonne intorno al cortile saranno congiunte con delle aste d’argento: Ogni colonna aveva la sommità d’argento, che la rendeva lucida e visibile da lontano nel deserto luminoso. Le colonne avevano anche delle basi di bronzo. La raffinazione attraverso il fuoco produce il bronzo.

i. L’argento (un metallo che indica la redenzione) costituiva le fondamenta della tenda di convegno. Era anche la parte superiore – la più visibile – delle colonne che circondavano il cortile. Ma il recinto del cortile poggiava su una base di bronzo raffinato, un metallo associato al giudizio perché forgiato nel fuoco. Si potrebbe dire che il cortile del tabernacolo era basato, fondato sul giudizio che Gesù ha ricevuto al posto nostro.

b. I piuoli del cortile: Erano fatti di bronzo e servivano ad ancorare i lembi del tabernacolo e le porte.

c. Tutte le colonne intorno al cortile: Il cortile del tabernacolo o del tempio è un tema importante in tutto il resto dell’Antico Testamento. Ciò è dovuto principalmente al fatto che il tempio stesso era inaccessibile se non a pochi sacerdoti. Tutti gli altri in Israele incontravano Dio nel cortile. Possiamo dire, per applicazione, che Dio invita anche noi a entrare nei Suoi cortili per lodarlo.

· Beato l’uomo che tu scegli e fai avvicinare a te, perché abiti nei tuoi cortili; noi saremo saziati dei beni della tua casa, delle cose sante del tuo tempio. (Salmi 65:4)

· L’anima mia anela e si strugge per i cortili dell’Eterno; il mio cuore e la mia carne mandano grida di gioia al Dio vivente. (Salmi 84:2)

· Sì, un giorno nei tuoi cortili val più che mille altrove; io preferisco stare sulla soglia della casa del mio DIO, che abitare nelle tende degli empi. (Salmi 84:10)

· Quelli che sono piantati nella casa dell’Eterno fioriranno nei cortili del nostro DIO. (Salmi 92:13)

· Date all’Eterno la gloria dovuta al suo nome, portategli offerte e venite nei suoi cortili. (Salmi 96:8)

· Entrate nelle sue porte con ringraziamento e nei suoi cortili con lode; celebratelo, benedite il suo nome. (Salmi 100:4)

· Io ti offrirò un sacrificio di ringraziamento e invocherò il nome dell’Eterno. Adempirò i miei voti all’Eterno in presenza di tutto il suo popolo, nei cortili della casa dell’Eterno, in mezzo a te, o Gerusalemme. Alleluia. (Salmi 116:17-19)

· Alleluia. Lodate il nome dell’Eterno, lodatelo, o servi dell’Eterno, che state nella casa dell’Eterno, nei cortili della casa del nostro DIO. (Salmi 135:1-2)

i. Con il Nuovo Patto apprezziamo il desiderio di entrare nei cortili della casa di Dio, ma non dobbiamo fermarci lì. Grazie al sacrificio perfetto di Gesù e alla Sua opera compiuta in nostro favore, possiamo entrare non solo nei cortili, ma anche nella santa presenza di Dio. Ringraziamo Dio per il diritto di entrare nei Suoi cortili, ma non dobbiamo fermarci lì.

d. Tutte le colonne intorno al cortile: In sintesi, avvicinandosi al tabernacolo, si vedeva un recinto di lino bianco, con macchie d’argento lucido sui pali che lo reggevano, circondato da migliaia di tende nere, con la colonna di nuvola sopra una tenda senza pretese in mezzo al cortile, ricoperta di pelle di tasso.

i. L’intero tabernacolo era una tenda, una struttura mobile. Dio voleva che Israele sapesse che era con loro ovunque andassero. Il senso non era: “Tu vieni da me”, piuttosto: “Io mi sono avvicinato a te”.

ii. “Gli Ebrei dovevano percepire che il Dio dei loro padri era un compagno di cammino, che dove loro si accampavano Lui si accampava, che i loro nemici, le difficoltà e i lunghi e faticosi spostamenti erano Suoi.” (Meyer)

4. (20-21) L’olio per le lampade del candelabro.

«Ordinerai ai figli d’Israele che ti portino dell’olio di oliva puro di olive schiacciate, per la luce del candelabro, per tenere le lampade continuamente accese. Nella tenda di convegno, fuori del velo che sta davanti alla testimonianza, Aaronne e i suoi figli terranno le lampade accese, perché ardano dalla sera al mattino davanti all’Eterno. Questo sarà uno statuto perenne tra i figli d’Israele per tutte le future generazioni».

a. Che ti portino dell’olio di oliva puro di olive schiacciate: L’olio per le lampade del candelabro – l’unica luce del tabernacolo – proveniva da olive schiacciate, non da olive battute.

i. “L’olio di olive schiacciate, come ci dice la Mishnah, si riferisce al metodo di produzione del miglior olio.” (Cole)

ii. Dio usa un’opera di pressione nella vita del Suo popolo. Anche noi, come Paolo, possiamo essere afflitti in ogni maniera, ma non ridotti agli estremi (2 Corinzi 4:8) – e Dio usa i nostri momenti di pressione per la Sua gloria.

iii. “Il santo McCheyne era solito dire, quando esortava i suoi fratelli ministri a prepararsi diligentemente per il pulpito: ‘Olio battuto per il santuario’. E si sforzava di non presentare mai al suo popolo una verità che non fosse stata battuta da un’attenta e devota meditazione.” (Meyer)

iv. “L’olio è costantemente il simbolo dello Spirito Santo di Dio. Ecco, dunque, il vero valore e significato di questo olio sacro. Gli eletti portatori di luce del mondo sono in grado di svolgere la loro funzione solo grazie allo Spirito Santo.” (Morgan)

b. Aaronne e i suoi figli terranno le lampade accese, perché ardano dalla sera al mattino: I sacerdoti dovevano occuparsi delle lampade, assicurandosi che queste avessero olio per bruciare e che i loro stoppini fossero tagliati, affinché bruciassero senza spegnersi mai, soprattutto durante la notte.

i. Dio non voleva che le lampade perdessero la loro fiamma. Solo un continuo rifornimento di olio e la rifinitura degli stoppini potevano mantenerle accese. Noi possiamo continuare a bruciare per Dio solo se siamo continuamente riforniti dell’olio dello Spirito Santo e se siamo “tagliati” da Dio per portare ancora più luce.

ii. Nei giorni bui c’è un motivo in più per essere riempiti di Spirito Santo e per essere “stoppini tagliati” per il Signore. Perché il Dio che disse: «Splenda la luce fra le tenebre», è lo stesso che ha fatto brillare il suo splendore nei nostri cuori per illuminarci nella conoscenza della gloria di Dio, che rifulge sul volto di Gesù Cristo. (2 Corinzi 4:6) Un tempo infatti eravate tenebre, ma ora siete luce nel Signore; camminate dunque come figli di luce (Efesini 5:8).

©1996–presente Il Commentario Biblico Enduring Word di David Guzik

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